.
Annunci online

IlParoliere
"NOI VI DIAMO LA PAROLA, VOI CI RACCONTATE IL MONDO".


Diario


8 luglio 2009

La crisi in Honduras nelle mani degli Usa

La crisi in Honduras nelle mani degli Usa

 

Dopo la lunga giornata all’aeroporto Tocontin, dove l’aereo del presidente destituito Zelaya e quello dei suoi illustri accompagnatori non è mai potuto atterrare, ma dove migliaia di sostenitori accampatisi lì in attesa sono stati caricati e messi in fuga dalla polizia, in tanti hanno chiamato a gran voce l’intervento diretto di Barack Obama. Ed il presidente americano ha risposto con il volto e la diplomazia strong di Hillary Clinton, forse la persona più idonea ad indicare la “terza via” al paese centroamericano, quella che non riporterà né Zelaya alla presidenza, né Micheletti a conservare la posizione attuale. E’ molto più difficile nelle Americhe trovare una “soluzione all’africana”, con spartizione di cariche fra rivali o creazione ad hoc di figure istituzionali nuove, così il compito del fidato presidente del Costa Rica Oscar Arias, Premio Nobel per la Pace ed amico di vecchia data della Casa Bianca, sarà quello di preparare la strada per le elezioni anticipate e soprattutto di cercare un uomo di compromesso per il futuro del paese. I nomi già presenti sul nastro di partenza e già in piazza per probabili successioni sono quelli del liberale Elvin Santos e del leader della destra Porfirio Lobo Sosa, non propriamente vicini ai golpisti e non allineati alla rivoluzione bolivariana. L’attualità parla però ancora di scontri e tensioni, coprifuoco arbitrario ed esteso a molte ore della giornata e scioperi delle municipalità (a San Pedro Sula tutti i funzionari statali e locali si sono fermati per protestare contro la nomina a sindaco del nipote di Micheletti). La foto di Isis Obed Murillo, colpito alla nuca dal proiettile di un M-16 mentre manifestava all’aeroporto di Tegucigalpa ha fatto il giro del mondo ed ha creato le prime frizioni all’interno dell’esercito e del governo fra oltranzisti e moderati. Micheletti ha promesso una scrupolosa indagine ed un risarcimento alla famiglia, peraltro rifiutato, ma è poco credibile la sua immagine da moderato affiancato com’è da golpisti di mestiere ed estremisti come Billy Joya famigerato comandante dello squadrone della morte 3-16 durante gli anni della guerriglia dal 1984 al 1991, per giunta investito da numerosi mandati di cattura dall’Interpol, Adolfo Sevilla, ministro della Difesa, che ha definito Zelaya un bananero nelle mani di Chávez ed Ortega. In realtà a fare più paura è soprattutto l’inatteso isolamento commerciale e diplomatico del paese da parte dell’OSA e della comunità internazionale, con mancati approvvigionamenti alimentari ed energetici ed il ritiro di numerosi ambasciatori. Gli industriali prima vicini a Micheletti come anche i proprietari di grosse catene editoriali (La Prensa, El Tiempo, Televicentro) si stanno dissociando lentamente o hanno corretto il tiro, caldeggiando l’avvio di negoziati. Infatti giovedì Arias sarà accolto proprio da Micheletti, che porrà la condizione di non favorire il rientro di Zelaya, ma in cambio gli Usa gli chiederanno la tempestiva indizione di elezioni anticipate e la sospensione della militarizzazione.   

 

Angelo M. D’Addesio

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Honduras Hillary Clinton

permalink | inviato da ilparoliere il 8/7/2009 alle 20:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


3 luglio 2009

Il Golpe in Honduras come nel Cile di Pinochet

Il Golpe in Honduras come nel Cile di Pinochet

La parola d’ordine di Micheletti nell’ultimo discorso di martedì era salvaguardare la democrazia ed evitare che l’Honduras diventasse una nuova Cuba, un nuovo Venezuela. Le poche immagini e le notizie che arrivano da fonti della cooperazione internazionale descrivono invece uno scenario che sta pericolosamente scivolando verso il Cile di Pinochet o l’Argentina dei generali e non è un caso che il coprifuoco emanato per 72 ore potrebbe venire prolungato per giorni. “Dopo la deposizione del presidente le manifestazioni sono continuate e da mercoledì l’esercito ha sparato sulla folla in alcune località vicine a San Pedro Sula. Ieri mattina c’è stato un sit-in presso il Parque Central e la polizia e l’esercito sono intervenuti con gas lacrimogeni, sparando e portando via decine di persone. E’ stata dichiarata la sospensione dei diritti civili e questo significa che non ci sono più garanzie, né limitazioni per chi è in stato di fermo e fra i catturati ci sono anche professionisti, avvocati, personale di amministrazione”. Sono alcune delle testimonianze che ci giungono dall’Honduras. “Famigliari ed amici non possono entrare nei centri di polizia, anzi sono minacciati e si parla già di persone incarcerate, spostate in località sconosciute, di gente che ha subito violenze fisiche o che risulta tuttora non rintracciabile”. I maggiori quotidiani appoggiati dalle grandi famiglie vicine al nuovo presidente, come La Prensa, El Tiempo, La Tribuna, ospitano i cortei a favore del nuovo corso e contro Zelaya, ma nascondono le proteste degli oppositori o le bollano come disordini di nemici ed infiltrati dal Nicaragua o dal Venezuela. Le poche radio, come Radio Progreso, la cui sede è stata distrutta (chiuse quelle di Canal 36 e Canal 8), trasmettono su ripetitori esteri. Le tv intervallano proclami del neo-presidente a novelas e gli unici veri contatti avvengono per mezzo dei social network o telefonicamente, elettricità permettendo. L’esercito presidia le centrali di energia elettrica dell’azienda statale e le interruzioni sono frequenti soprattutto nella periferia del paese. I paesi dell’ALBA con il Guatemala hanno annunciato l’interruzione di rapporti diplomatici e commerciali, mentre anche dall’Europa si sono levate voci contrarie al Golpe ed il nostro paese, insieme alla Francia e alla Spagna, ha richiamato l’ambasciatore per consultazioni. Oggi José Miguel Insulza, presidente dell’Organizzazione degli Stati Americani anticiperà il viaggio a Tegucigalpa, da solo, per sondare il terreno sull’annunciato ritorno nel paese di Zelaya nel fine settimana, ma non si sa da chi potrà essere ricevuto, visto che nessun membro dell’attuale governo ha sinora mostrato disponibilità. “Hanno assaltato gente anziana, giovani, disabili, senza distinzioni. Al momento c’è ancora disponibilità nei supermercati ma la situazione potrà peggiorare nei prossimi giorni, visto che ai pericoli già ordinari, ora si aggiunge l’anarchia totale nelle città. A Tegucigalpa c’è la stampa internazionale e la diplomazia e quindi un minimo di protezione, ma in altri luoghi del paese non giunge nulla…”. L’impressione è che il vero Colpo di Stato stia iniziando solo adesso.

 

Angelo M. D’Addesio

Da L’Occidentale del 3 marzo 2008

 


29 giugno 2009

Honduras: ecco come si è arrivati al Golpe

Honduras: ecco come si è arrivati al Golpe

 

Mai golpe era così nell’aria da giorni, annunciato sia dal presidente che da diverse associazioni e fonti e puntualmente l’Honduras si è svegliato questa mattina senza il suo presidente Manuel Zelaya e senza energia elettrica per circa sette ore consecutive, sia nella capitale Tegucicalpa che nei centri periferici, con interruzione che proseguono in modo costante e con le tv che oscurano qualunque notizie, mandando in onda le partite della nazionale di calcio. Ieri mattina alle ore 5,45 locali l’esercito ha assaltato la Casa Presidencial, arrestando il presidente Zelaya, offrendogli un salvacondotto per il Costa Rica e destituendolo di fatto da ogni potere. Claudia una cooperatrice internazionale italiana a San Pedro Sula descrive la situazione:”E’ tutto abbastanza tranquillo, sebbene il Bloque Popular stia già organizzando le prime manifestazioni al Parque Central di San Pedro”, mentre sui possibili sviluppi del golpe dice che si sta preparando la possibile nomina presidenziale del presidente del Congresso Micheletti, una manovra comunque molto difficile perché ci sono tante divisioni all’interno del Partito Liberale del presidente stesso. Attualmente il presidente Zelaya si trova in Costa Rica dove ha accusato il comandante delle Forze Armate da lui destituito, Romeo Vasquez e gli altri membri del Governo di aver pianificato già da tempo la manovra golpista. E’ sempre il nostro contatto dall’Honduras ad illustrarci l’origine del colpo di stato. “Il presidente, forzando anche il Congresso, ha deciso di indire un referendum per la nomina di un’assemblea costituente con il compito di riformare la Costituzione e di favorire un secondo mandato presidenziale per le prossime elezioni di novembre. Il presidente ha schierato l’esercito per la riuscita del referendum ma l’esercito stesso si rifiuta ed il capo supremo viene deposto ma subito reintegrato dalla Corte Suprema de Justicia. Qualche giorno fa il presidente ha marciato con la popolazione sulla base area dove erano conservate le urne e senza scontri con l’esercito ne ha iniziato la distribuzione…Comunque Zelaya ha ancora appoggi nel paese, anche perché la folla che lo ha accompagnato durante la marcia di sulla base aerea era molto nutrita, a testimonianza del consenso che ha ancora fra la gente”. Il braccio di ferro ora si è concluso con la conferma della “legittima azione dell’esercito”, proclamata dalla Corte Suprema che potrebbe avallare quasi sicuramente la futura nomina mentre numerosi ministri e sostenitori politici del presidente risultano arrestati o ricercati e i militari presidiano le strade della capitale e le istituzioni nel paese. Molti paesi hanno condannato quello che lo stesso presidente Zelaya ha definito un rapimento ed una presa violenta del potere, su tutti Venezuela e Nicaragua che non escludono interventi diretti nel paese.

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. honduras zelaya micheletti

permalink | inviato da ilparoliere il 29/6/2009 alle 11:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     giugno        agosto
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
Rassegna Stampa
La lanterna accesa
Deraglio!
Il Navigatore Solitario
Libera opinione
Pensieri nel web
Parole a colori
Letter from U.S.A.
CineAngel

VAI A VEDERE

Il Grande Sud
Frangi...e le sue vignette
Italians
Legno Storto
L'Occidentale
Lettera22
Il Pungolo
Capperi!
Pier Luigi Baglioni
Oscar Bartoli's Blog
Notizie da Caracas
Notizie da New York
Germany News
Dino Biondi
Il Cannocchiale
Popoli Nuovi
Terrabuio
Il Barbiere della Sera
Indonapoletano's weblog
Indika, Blog di informazione sull'Asia
News italia press
Cecenia Sos
Tocqueville
Camera dei deputati
Senato della Repubblica
Governo
Radio Onda d'Urto
Informazione corretta
Peace Reporter
Corriere della Sera
La Stampa
La Repubblica
Il Giornale
Il Messaggero
Il Mattino
Il Sole 24 ore
La Gazzetta del Mezzogiornio
L'Unità
New York Times
The Times
Washington Post
The Guardian
Nonsoloblog
Limes
Sito di Gioacchino Basile
Viabilità stradale ed autostradale


 

Il Paroliere

NOI VI DIAMO VOCE...

...VOI CI RACCONTATE IL MONDO

 

  

Il Grande Sud

http://angelodaddesio.nova100.ilsole24ore.com/

Il Nuovo Blog su innovazione, web, creatività
 
e novità dal continente sudamericano.
 
 
QUESTA SETTIMANA:
 
* LA SETTIMANA DEI NOBEL. TUTTI I NOMI LATINI E NON DEI FAVORITI     AL RICONOSCIMENTO PER LA LETTERATURA E LA PACE
* ARGENTINA SEMPRE PIU' LEADER DEL VIRTUALE, ENTRA NEL GRANDE MERCATO DEI VIDEOGIOCHI E DELL'INTERATTIVITA' 
 
ARCHIVIO
 
L'ITALIA COME L'ARGENTINA DEL 2001?
 
DIBATTITO SULLA CRISI FINANZIARIA ITALIANA
 
 
LA RIVOLUZIONE DEI GIOVANI CILENI: UN ESEMPIO PER L'ITALIA
 
NE PARLIAMO CON LA GIORNALISTA ITALIANA PATRICIA MAYORGA
 
 
 
 
 
 
 

LA VIGNETTA DI FRANGI (Ettore Frangipane)

 


di Ettore Frangipane (www.frangipane.it) 

  

  

 

 

LA LANTERNA ACCESA (se sorge il sole, c'è ancora qualcosa da dire)

per questo ogni mattina ci siamo anche noi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  
 

 

I MIEI CONTRIBUTI SONO SU

NOVA

http://www.nova100.ilsole24ore.com

 

Home

 

http://www.terranews.it 

 

Home

 

http://www.linkiesta.it/blogs/nuovo-mondo

 

www.legnostorto.com

 

www.tocqueville.it

 

 

 

Il Paroliere è un amico di Korogocho



COME AIUTARE CONCRETAMENTE KOROGOCHO?

· Partecipando attivamente agli eventi organizzati

 

· Condividendo te stesso, scambiando le tue opinioni e il tuo mondo con la gente di Korogocho

· Offrendo formazione e seminari a studenti e insegnanti della nostra Scuola Informale

· Aiutando a progettare dibattiti sull'educazione civica e i problemi delle comunità

· Sostenendo lo Ndoto Arts Group commisssionandogli la creazione di posters e di opere di srte di strada e progettando workshop che accrescano i loro mezzi artistici le lor capacità e loro abilità.

· Sostenendo la Cooperativa di donne "Bega Kwa Bega" aiutandole ad accrescere i loro modelli stilistici, le capacità commerciali e la rete di marketing.

· Portando nuove idee/progetti comunitariattraverso il teatro, gli sport e le arti, che aiutino i bambini di strada e i tossico-diendenti a ritrovare la peopria voce e aumentare la loro fiducia.

· Aiutandoci nella copertura e nell'ampliamento del nostro anfitetro, in modo che gli artisti e il pubblico possano recitare e sedersi comodamente.

· Rifornendo la nostra biblioteca con nuovi validi libri e video.

· Invitando i nostri artisti a partecipare ad eventi che possano aprirgli nuove possibilità.

· Parlando e scrivendo di Korogocho

· Mantenendo i contatti

· Tornando a trovarci .

· Utilizzando questo conto corrente bancario per un vostro contributo:

Banca Popolare Etica
ABI 05018 - CAB 12100 - c/c n. 100794
Intestato a Missionari Comboniani
IBAN IT51T0501812100000000100794

Non scordate di indicare la causale della vostra donazione.


Altre informazioni su www.korogocho.org 

 

CERCA