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11 febbraio 2011

Il Grinta (True Grit)

Sarà perché noi abbiamo Sergio Leone e probabilmente nessuno riuscirà a superare il fascino di un “C’era una volta il West” o più semplicemente perché gli americani hanno bisogno di guardare e rieditare il passato per creare nuovi western (gli ultimi “Quel treno per Yuma” del 2007 ed “Appaloosa” del 2008 sono remake poco efficaci e ci hanno perfino provato con Wyatt Earp ed I Magnifici Sette), ma i Fratelli Coen per salvare un film deludente come Il Grinta hanno praticamente deluso una vecchia generazione di amanti di John Wayne e del suo burbero personaggio e non certo per colpa di Jeff Bridges che si difende bene ma non è da Oscar, salvo attori peggiori (e con Bardem in giro…). Sebbene abbiano fatto meglio di altri, rimescolando qua e là le scene del vecchio film, annullandone altre e reinventandosi un finale che ovviamente, non svelerò, “True Grite” è un film grigio, scuro, senza ironia ma neppure sana cattiveria, con scarsa attenzione ai paesaggi e perfino ai caratteri: solo l’interpretazione di Hailee Steinfeld è più brillante mentre Matt Damon è assolutamente inutile e Josh Brolin ha un ruolo talmente marginale da essere invalutabile. E’ la conferma che i remake sono maledetti e che il west deve restare west e non cercare di modernizzarsi e di fare il verso agli anni attuali e neppure trasformarsi in un romanzo. Il film esce oggi ed inaugurerà Berlino. Forse i Coen hanno preteso troppo da loro e potrebbero per punizione rivedersi i buoni Spaghetti Western di una volta o senza provare a copiarli, con buona pace di Eastwood e Lee Van Cleef che si spera non avranno omologhi a stelle e strisce.  

 

Valutazione: 2 angeli

 


4 febbraio 2011

Vento di primavera

Uscito il 27 gennaio e distribuito in 100 copie per “Il Giorno della Memoria”, Vento di Primavera è un film che avrebbe meritato maggiore visibilità e fortuna, invece finirà presto nell’oblio. Sì, lo so cosa penserete, soprattutto chi ha vissuto quella giornata guardando nelle scuole film vecchissimi nella costrizione e nella confusione o vive nel mito di “Schindler’s List” o “La vita è bella”, ovvero che si tratta del solito film di riflessione e ricordo. Un pò di tutto, ma in un certo senso anche molto di più. Nella lugubre Parigi un medico (Jean Reno, forse più a suo agio nei ruoli noir) ed un’ infermiera (Melanie Laurent, una delle migliori attrici del momento) nel deserto delle idee e della compassione cercano inutilmente di salvare la vita di migliaia di bambini ebrei. Questo film non parla di coraggio ma di codardia e non vedremo eroi ma un popolo che ci somiglia molto, soprattutto in questi giorni di scelta e di crisi. La Vichy del film è un pugno nello stomaco, perché ci mostra una storia che molti non sanno ovvero la morte di 4000 bambini francesi per mano di un pseudo-governo francese, la superiorità stupida di simili contro altri simili, la superficialità di un popolo, la spaccatura di una nazione, l’impotenza di chi non era d’accordo, la megalomania dei governanti. Sullo sfondo, speranza, la splendida musica di Edith Piaf e la dimostrazione di come il cinema francese ami far riflettere piuttosto che far solo ridere…Ed è importante.

 

Valutazione: 3 angeli e mezzo

     

Recensioni e novità le trovate su Facebook. CineAngel (http://www.facebook.com/notes/cineangel/le-recensioni-vento-di-primavera/144011668992290#!/notes/cineangel/le-recensioni-vento-di-primavera/144011668992290)




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1 febbraio 2011

Hereafter

Non iniziate ad abbozzare paragoni con la cruda e moralmente difficile realtà di Million Dollar Baby e neppure con la concretezza e la multietnicità di Gran Torino, ma Clint Eastwood regista continuerà a stupirvi anche con questa pellicola. Se il film ha una morale è che nella vita ciò che conta realmente non è fermarsi ai traumi o ai dolori del passato e neppure scervellarsi su cosa accadrà dopo, domani, fra cento anni, ma il presente. E’ nel presente che i tre personaggi riescono a ritrovare se stessi ed è nel presente che riescono ad incontrarsi senza volerlo, pur essendo di paesi diversi, di estrazione diversa, ma con un filo conduttore: l’ “hereafter”, la morte, la vita, il buio, la luce. Clint Eastwood si serve di un profondo Matt Damon, ancora una volta unico vero nuovo attore di talento di Hollywood e di una scenografia dove è quasi sempre buio e l’unica consolazione è nel pensiero e non nel caos di tutti i giorni, per sfondare un ennesimo tabù, quello della morte, di fronte alla quale si cambia argomento per non rovinare o intristire serate o giornate o si scatenano scongiuri e semplici battute consolatorie. I tre personaggi attraversano a loro modo la morte e finiscono col non averne paura, perché la guardano in faccia, non la rifiutano. Il loro problema non è la morte, ma il fatto di non poterne fare a meno nella loro vita. Un bel film di riflessione, sullo stesso tema in cui erano caduti Costner e Shadyac in Dragonfly, ma Eastwood non ci regala certezze, né ci chiede di inoltrarci in un mondo difficile ma come sempre di interrogarci su cosa vogliamo e come viviamo veramente. Altro che riflessione sull’ultimo giorno, al contrario l’alba di una vita diversa.   

 

Le recensioni di CineAngel le trovate anche su Facebook. Veniteci a trovare!

 http://www.facebook.com/pages/CineAngel/175205612517005#!/pages/CineAngel/175205612517005?v=wall

 

Il Link al film.....Prima parte, il resto la trovate al cinema

http://www.megavideo.com/?v=3ABJMDR6


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