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IlParoliere
"NOI VI DIAMO LA PAROLA, VOI CI RACCONTATE IL MONDO".


Parole a colori


25 novembre 2008

Succede anche questo...

 

Una signora Italiana, che voleva andare qualche giorno in  Islanda, ops, in Irlanda con il proprio cane, ha inviato la richiesta ad un alberghetto di un piccolo paese.
Questa la risposta del proprietario:

“ Cara  Signora, sono nel settore alberghiero da oltre 22 anni.
Fino ad oggi non ho mai dovuto chiamare la polizia per cacciare un cane ubriaco, nessun cane ha mai tentato  di rifilarmi un assegno scoperto, ha mai bruciato le coperte con una sigaretta, ha mai nascosto asciugamani o portaceneri nella valigia.
Il suo cane  è il benvenuto presso il mio albergo.
Se lui garantisce per lei, può accompagnarlo”.

Che dire?
Più conosciamo gli esseri umani, più amiamo gli animali!
Con l’augurio di una buona settimana...


A  R  R  I  V  E  D  E  R  C  I   dalla NEWsletter di supercalifragilistichespiralidoso 


Felice Terrabuio




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18 novembre 2008

Nel prato davanti a casa tra pecore e caprette è arrivata la bufera,ops, un asinellola bufera,ops, un asinello.

 

Ho   una  GRANDE considerazione  del   tanto    vituperato SOMARO.

Dalla nascita porta pesi, non chiede cibo nè attenzione, assolve ai suoi compiti senza pretese e guarda da lontano con i suoi occhioni stupiti  e pieni di meraviglia lo sconosciuto che gli tende la mano con l’intento di dimostrargli simpatia.

Non è avvezzo a gesti d’affetto,  non  sa  cosa  sia la riconoscenza o la stima,  conosce  solo  il  suo  dovere,  unico scopo  della  sua vita, e in cambio non si aspetta nulla.

Mi chiedo spesso se non abbia sentimenti, se nel suo cuore non soffra per  non  avere  riguardi,  se  il  suo  sguardo non sia tanto di stupore quanto di  commiserazione per l’uomo che non l’ha mai compreso.

Non è rassegnazione quella del suo sguardo, piuttosto commiserazione per NOI che lo guardiamo!

 

A  R  R  I  V  E  D  E  R  C  I   dalla NEWsletter di supercalifragilistichespiralidoso  

( siamo in 10.420 sparsi... per il MONDO)     


Felice Terrabuio ?
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A proposito di asinelli, Vi  rinoltro un curioso racconto dal nostro amico ALDO C. , ligure in Olanda, inviato il  21 luglio 2008 nella Newsletter Anno 06, N°282.

L’Istinto dell’Animale e l’Intelligenza dell’Essere Umano

Ad  un   molto  rinomato  e  molto  conosciuto   architetto,    con l’A Maiuscola,   venne domandato di tracciare un sentiero dalla casa a valle, dove abitava il figlio, fino alla cima della collina dove dimorava la mamma.     Dal  momento  che  detta signora era molto anziana, si voleva  che il sentiero non avesse troppe curve, non fosse troppo ripido e , cosa molto importante, che rispettasse la natura.
L’architetto    rispose:    - “  Arrivo  domani  ed  in   due  giorni  me  la  sbrigo!”   e   partì accompagnato da un giovane architetto di   studio   in modo che questi potesse farsi le ossa ed imparare il mestiere. Appena arrivato,l’architetto  disse al giovane: Guarda, qui siamo a valle e lassù c’è la casetta di quella vecchia eremita. Carica tutta la attrezzatura sulle spalle e andiamo a tracciare questa strada.
Dopo una giornata di cammino e di misure da parte dell’architetto,  e di cammino e fatica da parte del giovane,  ritornarono  a  valle  e    l’architetto  presentò il progetto al cliente.
-Ma no, così non va, disse il cliente, vi ho detto di rispettare la natura;  in questo modo dovremmo tagliare non so quanti alberi. L’architetto protestò dicendo che questa era la via migliore da seguire; cercò di convincere il cliente, ma non ci fu niente da fare, così, il mattino dopo, preso penna e materiale da disegno, col ragazzo  caricò  di nuovo tutto ciò che serviva e  partirono.  
Ritornarono a sera tardi, l’architetto  soddisfatto ed il giovane stanco morto della sfacchinata , facendo  vedere il nuovo progetto.
- Ma no, così non va, disse di nuovo il cliente, in questo modo si cementerebbe mezza collina    e   chi   fermerebbe   l’acqua   quando   piove?
Per farla breve, dopo 5 giorni di ricerche da parte dell’architetto   e  di faticaccie da parte del giovane, tutti i progetti vennero rifiutati. O il viottolo aveva troppe curve  o  era troppo ripido o era troppo lungo o la natura non veniva rispettata, sicché il  progetto non andava mai bene. L’architetto  fremeva dalla rabbia ed il giovane sudava dalla fatica.
Il sesto giorno, arrivati in cima, incontrarono  la  vecchia eremita  e  l’architetto  cercò di convincerla ad accettare uno dei suoi progetti. La  donna   guardò  l’architetto dritto negli occhi, scosse la testa e disse: -  Usi  il suo istinto - e si allontanò.
Furioso, l’architetto  sbottò: - Istinto, usare l’istinto! Io sono un essere umano, intelligente, non sono mica un animale quale il mulo o il somaro!   Il giorno stesso ripartì ed il giovane aiutante rimase per una settimana sul posto per rimettersi dalla fatica.
Due settimane dopo, l’architetto  apprese che il suo giovane aiutante aveva disegnato un percorso del sentiero e  che  era  stato  accettato  sia  dal figlio, sia dalla madre per cui  i lavori potevano iniziare. Più che meravigliato, telefonò e gli domandò come avesse fatto a soddisfare le esigenze di quella famiglia.
Il giovane rispose: “Molto semplice!  per non faticare troppo, ho caricato su un somaro  tutti gli attrezzi necessari, gli sono andato dietro fino in cima alla collina ed ho annotato il percorso che faceva.
Il giovane fece carriera,  anche  perché  non  disse  quello  che  pensava dell’intelligenza dell’architetto molto, molto conosciuto… Infatti, avrebbe dovuto dire:
 

- Invece di seguire una persona intelligente, ho seguito l’istinto di un somaro!  

 




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23 ottobre 2008

L’edicola ai giorni nostri.

 

“La domenica, verso mezzogiorno, il giornalaio sulla piazza    vicino  a casa è quasi sempre affollato. Non so perché, ogni volta ne sono sorpresa.   Uomini, donne  e  bambini  in  coda  per  acquistare il quotidiano, spesso più  di  uno: incanalati  gomito  a  gomito  nello  spazio  ristretto tra le pareti laterali delle riviste, a farsi largo con le braccia, qualche mugugno nella calca che arriva al marciapiede. Non è un campione attendibile (tanto meno un esempio di coda ordinata), ma  in  un  paese  di  lettori pigri,  la piccola ressa domenicale mi fa simpatia.”

da Sguardi di L. Bosio (Avvenire)


EBBENESI'.  Carissime  amiche  ed amici della Newsletter , sicuramente vi sarete accorti che nelle edicole,  specialmente  qui  dalle  nostre parti si vende di tutto e di più.
Mi spiego meglio.    Una volta ,   per   essere   precisi  nello scorso Millennio, nelle edicole trovavi solamente giornali per  GRANDI  e piccoli, riviste per tutte le età..., solamente prodotti cartacei.

Ora tutto è cambiato!
si trova di tutto e di più!


Per spiegarmi meglio  ,  ora nelle edicole trovi:
quotidiani, riviste, libri,  giornaletti,  figurine, giocattoli, inserti  cartacei di giornali e riviste, film  in   DVD-VHS-DVC-HPS,    inserti  quali  borse,  occhiali, sciarpe,        guanti...,      ricariche   telefoniche,   cartelli     di    affittasi    e vendesi, enciclopedie      a      puntate,   accessori   vari   di    cucina(pentole,  posate,  piatti,    bicchieri....),  bacheche  di  cercasi  e   offresi, contenitori di  bibite, merendine, pop corn e patatine fritte,ecc., ecc., ecc.

Beh nelle nostre edicole si vendono  proprio tanti prodotti...

Addirittura  dalle  nostre  parti  in  alcune  edicole,    specialmente quelle dislocate  nei  paesi , alcuni gestori,  quelli  più  attenti  e    creativi, hanno pensato bene  nelle  prime ore della giornata di offrire o condividere con i   primi  clienti del  giorno  anche   la colazione o  almeno  un sano caffè caldo  o   freddo a secondo della  stagione   e  piccoli  bon bon,pasticcini   appena sfornati  dal  panettiere  lì  a  fianco:  un   rito   per salutare con simpatia l’inizio della  giornata    lavorativa,    consumando  insieme    la piccola    colazione,    scambiandosi     parole    fugaci  e   commentando  brevemente le notizie del giorno.  

BUONE COSE  accadono dalle nostre  parti!!!
Chi l’avrebbe mai detto?

A   R   R   I   V   E   D   E   R   C   I   dalla NEWsletter di supercalifragilistichespiralidoso

Felice Terrabuio




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14 ottobre 2008

Milano e Monza: il futuro è a quattro...ops a due ruote

 

Al  ritorno  delle  vacanze  estive,  il   Sindaco  di MILANO  ha fatto un fantastico  sogno:   convincere   almeno   1   abitante   su    9  della metropoli ad usare la bicicletta anziché la solita auto!
Il   clima   è   dalla   sua   parte;  a  MILANO piove poco, la nebbia è sparita... , i SUV sono alla deriva, ma dovrà fare i conti con la sicurezza: realizzare  tante  piste  ciclabili  per proteggere i nuovi e vecchi ciclisti e  per non essere contaminati da auto, moto, bus, tram, e... pedoni.
MILANO non vuole assomigliare ad Amsterdam o Copenaghen o Basilea,  dove  i  ciclisti  sfrecciano  in  quantità  impensate  tanto  da assomigliare  a  corridori  in gara più che ad impiegati, studenti, bancari, medici, architetti,  ingegneri,  avvocati,  operai, notai...  diretti al lavoro, ma   ha   deciso   di   far   usare   correttamente   il nuovo mezzo per gli spostamenti in città.

A Parigi si pedala e ci si muove con Vélib.

Dal  luglio  2007   i  parigini  non   hanno solamente a disposizione  bus, metro, auto, ma  anche  ca. 200.000  biciclette  a noleggio, al costo di 1 Euro al giorno,  sparse  per  ca. 1.500   stazioni   un po’  dappertutto sul territorio metropolitano.

Ci   vorranno   un   po’   di   anni  per realizzare questo sogno, il nostro Sindaco è convinto grazie ad un notevole investimento  di denaro(si vocifera una cifra di ca. 199 milioni di Euro  entro il 2015) di riuscire a realizzare importanti piste per le bici  ed incrementare anche il noleggio di biciclette in città con
bilib.mi( bicicletta che ti libera in Milano) e di convincere almeno 1 abitante su 9 della metropoli ad usare la bicicletta, propria  o  a  noleggio,  anziché la solita auto.

PS   Dimenticavo   
MoNZa.       Anche il Sindaco di MoNZa ha  fatto un fantastico sogno: convincere entro il 2015  almeno 1 abitante su 7 , della metropoli ad usare la bicicletta anziché la solita auto! Sarà vero?!? Boh...

Buone  cose accadranno dalle nostre  parti !!
Chi l’avrebbe mai detto?

Al  ritorno  delle  vacanze  estive,  il   Sindaco  di MILANO  ha fatto un fantastico  sogno:   convincere   almeno   1   abitante   su    9  della metropoli ad usare la bicicletta anziché la solita auto!
Il   clima   è   dalla   sua   parte;  a  MILANO piove poco, la nebbia è sparita... , i SUV sono alla deriva, ma dovrà fare i conti con la sicurezza: realizzare  tante  piste  ciclabili  per proteggere i nuovi e vecchi ciclisti e  per non essere contaminati da auto, moto, bus, tram, e... pedoni.
MILANO non vuole assomigliare ad Amsterdam o Copenaghen o Basilea,  dove  i  ciclisti  sfrecciano  in  quantità  impensate  tanto  da assomigliare  a  corridori  in gara più che ad impiegati, studenti, bancari, medici, architetti,  ingegneri,  avvocati,  operai, notai...  diretti al lavoro, ma   ha   deciso   di   far   usare   correttamente   il nuovo mezzo per gli spostamenti in città.

A Parigi si pedala e ci si muove con Vélib.

Dal  luglio  2007   i  parigini  non   hanno solamente a disposizione  bus, metro, auto, ma  anche  ca. 200.000  biciclette  a noleggio, al costo di 1 Euro al giorno,  sparse  per  ca. 1.500   stazioni   un po’  dappertutto sul territorio metropolitano.

Ci   vorranno   un   po’   di   anni  per realizzare questo sogno, il nostro Sindaco è convinto grazie ad un notevole investimento  di denaro(si vocifera una cifra di ca. 199 milioni di Euro  entro il 2015) di riuscire a realizzare importanti piste per le bici  ed incrementare anche il noleggio di biciclette in città con
bilib.mi( bicicletta che ti libera in Milano) e di convincere almeno 1 abitante su 9 della metropoli ad usare la bicicletta, propria  o  a  noleggio,  anziché la solita auto.

PS   Dimenticavo   
MoNZa.       Anche il Sindaco di MoNZa ha  fatto un fantastico sogno: convincere entro il 2015  almeno 1 abitante su 7 , della metropoli ad usare la bicicletta anziché la solita auto! Sarà vero?!? Boh...

Buone  cose accadranno dalle nostre  parti !!
Chi l’avrebbe mai detto?

Felice Terrabuio

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10 settembre 2008

Anno 1948 & dintorni

 

   Carissime amiche e amici della Newsletter, da un ILLUMINATOAMICO, l’amico Marco F., fratello del nostro  caro  amico  Nerio F., un Italiano che abita  poco fuori Parigi, che scrive racconti da NOI pubblicati in varie News, è arrivata una testimonianza  di  VITA VERA, attorno agli anni ’50 nella nostra beneamata Milano, uno scampolo di Vita che a NOI non + giovani  fa’... venire il magone, fa tenerezza in questa  società  altezzosa, superba, ricca solo  di   pretese, di
“ tutto è dovuto ” , di  gente  che  non  sa  e  non vuole più fare nulla  di  operoso, geniale,  creativo,  impegnativo,  che  non  si rende conto che non vive, ma si lascia vivere tra contraddizioni, dubbi, incertezze, giorni, mesi, anni di vuoto assoluto.

 
  C
aro Terrabuio,
non   mi   aspettavo   di   ricevere  un  tuo  messaggio (gradito)  alla  mia  riflessione  su automobilisti e pedoni.   Il  fatto  che   tu  abbia  indicato  nel  1948 la tua data di nascita a Milano mi ha fatto tornare alla mente quel periodo.
Nel 1948,   a  16 anni   io   lavoravo   già   dalla   fine    dell’anno scolastico  dell’anno prima. Infatti, finite le lezioni/o il Collegio Arcivescovile di Seregno, dove non mi si poteva mantenere   ne  nemmeno  mi  era  venuta  la “vocazione”  sacerdotale,  dove  avevo finalmente imparato  a  studiare  con  ottimi  risultati   ed a giocare al calcio e ping-pong, mi  fu  trovato  un primo lavoro  come fattorino     - aiuto  commesso  in  un    allora    bel   negozio di  stoffe  in  via  Coni Zugna, il  cui  titolare era Vincenzo Amodeo(chissà se esiste ancora , guarderò su google!).  Sei  mesi  di  apprendistato,  non  conferma per non regolarizzare la mia posizione  e  nuovo  impiego  trovatomi dal capo commesso sig. Alberti presso la ditta Bezza, sempre in via Coni Zugna, ma quasi     a       porta  Genova  e  sempre   nello   stesso   settore,   ma   con   maggiore  soddisfazione    perché      si    vendeva    anche      all’ingrosso  e  ciò  permetteva  di  acquisire  molte  più  esperienze di lavoro e conoscere persone.
   A   mezzogiorno andavo  a  mangiare  all’ECA(Ente Comunale Assistenza)   che    a  Porta Genova ,  in   un padiglione  in  tubi  di ferro  e   coperto  da  lamiere,  eretto in una area spianata dalle bombe della guerra da poco finita;   una   ”cucina da campo” preparava pasti caldi a pochi centesimi di lira. Cibi da... Campi   di prigionia, serviti in    scodelle   di   alluminio    tutte   ammaccate   che   nelle   pieghe     presentavano  sospette parti... scure.
   Comunque  mi  sfamavano   e   non  mi  debbono  aver  fatto  tanto  male  se    oggi (fortunatamente) godo ancora di ottima salute.    Bere?    acqua  da  una  delle  tante fontanelle  che  esistevano  allora  e  che  premendo  il   pulsante  erogavano    acqua bevibile e che non ci procurò ne colera ne altro, alla faccia delle ASL di oggi, dei loro tecnici   e   dell’acqua  “depurata ” che  viene  fuori  dai  rubinetti  ed  il  cui  odore  è  sempre quello della candeggina!??( ma l’ASL  dice che fa bene.   Laverà stomaco  ed intestini facendoli diventare bianchi che più non si può?).  
  Ricordo  che   quando   col    “triciclo”      (non quello dei bimbi,  ma   quello  con  il cassone   anteriore  ed  il sistema    a   pedali  a  scatto fisso) andavo nella zona di via Paolo   Sarpi   per   consegnare   materiale  andai  ad  una  fontana  vicina  all’Arena,  dove  sgorgava  un’acqua  cosidetta  formidabile per stomaco... ,   ma   che   puzzava  terribilmente  di   uova   marce.       C’era  chi  ne prendeva con fiaschi e bottiglie per portarne a casa, a me faceva  andare  di  traverso  il magro  panino  che   costituiva il mio   pranzo   (difatti   le   consegne   dovevano   essere   effettuate   nell’intervallo di chiusure del negozio).  
  Tu nel ‘48 avevi  qualche  mese  di  vita  ed  io  invece  già  tante esperienze seppure avessi pochi anni.     Ma   la   nostra   giovinezza di allora valeva purtroppo molti più anni di quelli che avevamo, per  tutto  ciò  che ci era capitato intorno e che avevamo vissuto per fame e privazioni che avevamo  patito,  per le delusioni di ideali infranti.     
   Avevamo però tanta buona volontà, tanto tempo davanti nel  quale cercare di farci valere,  tanto  da  ricostruire.   Non  si  può  dire che quelle generazioni non avessero stimoli ed iniziativa, volontà di fare. Io decisi di cambiare lavoro pur di  avvicinarmi a casa (quindi   non cercavo più di evitare di  pagare  il biglietto del tram saltando “a perteghèta” sul  retro  del  tram  ad   ogni fermata, per andare e tornare dal lavoro) e  ricominciare a studiare seriamente, “in S. Marta”.     Poi...  la storia è troppo lunga!  
    Finisce il mio 1948. Ciao felice, grazie per la tua risposta.

Felice Terrabuio

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21 luglio 2008

La rivincita del... somaro

 

Carissime amiche e amici della Newsletter, da un ILLUMINATOAMICO, l’amico Aldo C., un ligure in Olanda,   è arrivato questo gustoso, spiritoso curioso raccontino  che fa... molto, molto pensare; eccolo qua:

L’Istinto dell’Animale e l’Intelligenza dell’Essere Umano


 Ad  un   molto  rinomato  e  molto  conosciuto   architetto,    con l’A Maiuscola,   venne domandato di tracciare un sentiero dalla casa a valle, dove abitava il figlio, fino alla cima della collina dove dimorava la mamma.     Dal  momento  che  detta signora era molto anziana, si voleva  il sentiero non avesse troppe curve, non fosse troppo ripido e che, cosa molto importante, rispettasse la natura.
L’architetto    rispose:    - “  Arrivo  domani  ed  in   due  giorni  me  la  sbrigo!”   e   partì accompagnato da un giovane architetto di   studio   in modo che questi potesse farsi le ossa ed imparare il mestiere. Appena arrivato,l’architetto  disse al giovane: Guarda, qui siamo a valle e lassù c’è la casetta di quella vecchia eremita. Carica tutta la attrezzatura sulle spalle e andiamo a tracciare questa strada.
Dopo una giornata di cammino e di misure, da parte dell’architetto  e di cammino e fatica da parte del giovane,  ritornarono  a  valle  e    l’architetto  presentò il progetto al cliente.
-Ma no, così non va, disse il cliente, vi ho detto di rispettare la natura, ma in questo modo dovremmo tagliare non so quanti alberi. L’architetto protestò dicendo che questa era la via migliore da seguire; cercò di convincere il cliente, ma non ci fu niente da fare, così, il mattino dopo, preso penna e materiale da disegno, col ragazzo  caricò  di tutto ciò che serviva, partirono e ritornarono a sera tardi, l’architetto  soddisfatto ed il giovane stanco morto della sfacchinata , facendo  vedere il nuovo progetto.
- Ma no, così non va, disse di nuovo il cliente, in questo modo si cementerebbe mezza collina    e   chi   fermerebbe   l’acqua   quando   piove?
Per farla breve, dopo 5 giorni di ricerche da parte dell’architetto   e  di faticaccia da parte del giovane, tutti i progetti vennero rifiutati. O il viottolo aveva troppe curve  o  era troppo ripido o era troppo lungo o la natura non veniva rispettata, sicché il  progetto non andava mai bene. L’architetto  fremeva dalla rabbia ed il giovane sudava dalla fatica.
Il sesto giorno, arrivati in cima, incontrarono  la  vecchia eremita  ed  l’architetto  cercò di convincerla ad accettare uno dei suoi progetti. La  donna   guardò  l’architetto dritto negli occhi, scosse la testa e disse: -  Usi  il suo istinto e si allontanò.
Furioso, l’architetto  sbottò: - istinto, usare l’istinto! Io sono un essere umano, intelligente, non sono mica un animale quale il mulo o il somaro!   Il giorno stesso ripartì ed il giovane aiutante rimase per una settimana sul posto per rimettersi dalla fatica.
Due settimane dopo, l’architetto  apprese che il suo giovane aiutante aveva disegnato un percorso del sentiero e  che  era  stato  accettato  sia  dal figlio, sia dalla madre per cui  i lavori potevano iniziare. Più che meravigliato, telefonò e gli domandò come avesse fatto a soddisfare le esigenze di quella famiglia.
Il giovane rispose: “Molto semplice!  per non faticare troppo, ho caricato su un somaro di tutti gli attrezzi necessari, gli sono andato dietro fino in cima alla collina ed ho annotato il percorso che faceva.
Il giovane fece carriera,  anche  perché  non  disse  quello  che  pensava dell’intelligenza dell’architetto molto, molto conosciuto… Infatti, avrebbe dovuto dire: - Invece di seguire una persona intelligente, ho seguito l’istinto di un somaro!  

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14 luglio 2008

UBRIACATEVI!

 

Carissime  amiche e amici della Newsletter, da una ILLUMINATAMICA, l’amica Elisabetta P.,  alla quale sta molto a cuore la nostra salute (produce e propone vini... da gara) , è arrivata questa curiosa&intrigante poesia di Charles Baudelaire(Parigi 1821-1867) che non poteva che intitolarsi “UBRIACATEVI”; eccola qua:

UBRIACATEVI

Bisogna essere sempre ubriachi.
Tutto qui: questo è l’importante .
Per non sentire l’orribile fardello del Tempo che rompe le vostre spalle e vi inclina verso la terra, bisogna che vi ubriachiate senza tregua.

Ma di che?
Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro, ma ubriacatevi.

E se qualche volta, sui gradini d’un palazzo, sull’erba verde d’un fossato, nella mesta solitudine della vostra camera vi risvegliate con l’ubriachezza già diminuita o scomparsa, domandate al vento, all’onda, alla stella, all’uccello, all’orologio, a tutto ciò che fugge , a tutto ciò che geme, a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, domandate che ora è; e il vento, l’onda, la stella, l’uccello, l’orologio, vi risponderanno: ”E’ l’ora di ubriacarsi! Per non essere  gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi; ubriacatevi senza smettere! Di vino, di poesia di virtù, a piacer vostro.”
  Charles Baudelaire

ENIVREZ-VOUS

Il faut etre toujours ivre.
Tout est là: c’est l’unique question.
Pour ne pas sentir l’horrible fardeau du Temps qui brise vos épaules et vous penche vers la terre, il faut vous enivres sans treve.

Mais de quoi? De vin, de poésie ou de vertu à votre guise. Mais enivrez-vous.

Et si quelquefois, sur les marches d’un palais,
sur l’herbe verte d’un fossé, dans la solitude morne de votre chambre, vous réveillez, l’ivresse déjà diminuée ou disparue, demandez au vent, à la vague, à l’étoile, à l’oiseau, à l’horloge, à tout ce qui fuit, à tout ce qui gémit,à tout  ce qui parle, demandez quelle heure il est; et le vent, la vague, l’ètoile, l’oiseau, l’horloge, vous répondront:” Il est l’heure de s’enivrer!
Pour n’etre pas les esclaves martyrisés du Temps, enivrez-vous; enivrez-vous sans cesse!
De vin, de poésie ou de vertu, à votre guise.”
  Charles Baudelaire

Felice Terrabuio

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9 luglio 2008

A proposito di usare bene il tempo...

 


 Carissime  amiche  e  amici  della  Newsletter,    un   ILLUMINATOAMICO, l’amico Bruno R.  , ci  ha inviato una  poesia di Michel Quoist, un prete lavoratore francese(nato a Le Havre nel 1921  e  morto a Le Havre il 18 dic 1997), uomo molto sensibile alla bellezza della Creazione, della quale NOIUMANI anche se qualche volta non si direbbe, siamo il ” prodotto ” + bello ; eccola qua:

SIGNORE, HO IL TEMPO...

Noi tutti ci lamentiamo per i troppi  impegni  della  nostra vita, il lavoro, la scuola, la casa, gli hobbies, lo sport, la danza, e crediamo che sia quindi impossibile trovare il tempo per Dio e per  i  nostri  simili:  ma sarà   proprio così ?   Una  bella  poesia di Michel Quoist affronta proprio questo tema, varrebbe la pena di trovare il tempo per leggerla (e per meditarla).  Bruno R.

Sono uscito, o  Signore,    fuori   la  gente  usciva.   Andavano,  venivano, camminavano, correvano.   Correvano   le   bici,  correvano  le  macchine, correvano i camion  correva  la  strada,  correva  la città, correvano  tutti. Correvano   per  non  perdere  tempo,  correvano  dietro  al  tempo,    per riprendere il tempo, per guadagnar tempo.  Arrivederci, signore, scusi, non ho il tempo. Ripasserò, non posso attendere, non ho il tempo.    Termino questa lettera, perché non ho il tempo. Avrei voluto aiutarla, ma non ho il tempo. Non posso accettare, per mancanza di tempo. Non posso riflettere, leggere, sono sovraccarico, non ho il tempo. Vorrei  pregare,  ma  non ho il tempo.

Tu comprendi, o Signore, non hanno il tempo. Il bambino, gioca, non ha tempo subito... più tardi... Lo scolaro, deve fare i compiti, non ha tempo... più tardi...  Il liceale, ha  i  suoi  corsi e tanto lavoro, non ha tempo... più tardi.    Il giovane, fa  dello sport, non  ha  tempo...  più tardi...  Lo sposo novello, ha la casa, deve arredarla, non ha tempo... più tardi...  Il padre di famiglia, ha  i  bambini,  non  ha  tempo...  più tardi...  I nonni,  hanno  i nipotini, non hanno tempo... più tardi.  Sono malati!  Hanno le loro cure, non hanno tempo... più tardi...       Sono moribondi, non hanno... Troppo tardi!... non hanno più tempo!...

Così gli uomini corrono tutti dietro al tempo, o Signore. Passano sulla terra correndo, frettolosi, precipitosi, sovraccarichi, impetuosi, avventati e  non arrivano mai a tutto, manca loro il tempo, nonostante ogni sforzo,  manca loro tempo, anzi manca a loro molto tempo. Signore, Tu hai dovuto fare un errore di calcolo. V'è un errore generale:  le ore son troppo brevi,  i   giorni son troppo brevi, le vite son troppo brevi.

Tu che sei fuori dal tempo, sorridi, o Signore, nel vederci lottare con esso.
 E Tu sai quello che fai. Tu non ti sbagli quando distribuisci il tempo agli uomini, Tu doni a ciascuno il tempo di fare quello che  Tu  vuoi  che   egli faccia.     Ma non bisogna  perdere  tempo,  sprecare tempo, ammazzare  il tempo. Perché il tempo è un regalo che Tu ci fai, ma un regalo deteriorabile un regalo che non si conserva.

Signore, ho tempo, ho tutto il tempo mio, tutto il tempo che Tu mi dai , gli anni della mia vita, le giornate dei miei anni, le ore delle mie giornate; sono tutti miei.       A me spetta riempirli, serenamente, con calma, ma riempirli tutti, fino all'orlo, per offrirTeli  in modo  che della  loro  acqua  insipida Tu faccia  un vino  generoso,  come  facesti  un  tempo  a  Cana per  le  nozze umane.

Non Ti chiedo questa sera, o Signore, il tempo di fare questo e poi quello, Ti chiedo la grazia di fare coscienziosamente  nel  tempo che  Tu mi dai quello che Tu vuoi ch'io faccia.

Autore: Michel Quoist , tratto da “Preghiere”, Marietti Editore, Torino 1963.

Felice Terrabuio

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24 giugno 2008

Caccia al pedone...

  

Automobilisti, perché non rispettate quegli impavidi pedoni che osano, si accingono, tentano di attraversare sulle strisce pedonali e sperano di passare incolumi?

“Sabato pomeriggio mi trovavo con i miei 3 bambini piccoli in piazzale Aquileia, qui a Milano, cercando di attraversare sulle strisce pedonali. Non sto a dire quante persone si sono fermate per farmi passare, tanto che ad un certo punto ho dovuto quasi buttarmi in mezzo alla strada per riuscire a passare... prima che facesse notte. Non vi sto a dire, in compenso, gli insulti degli automobilisti che si sono dovuti fermare per farmi passare...”

EBBENESÌ! Qui, dalle nostre parti, attraversare le strade sulle strisce pedonali ormai è diventato un serio pericolo. I pedoni, quelli + diligenti, che si apprestano ad attraversare strade, piazze, cercano di attraversare sulle strisce pedonali, quelle fatte appositamente per i pedoni che devono avere la precedenza su tutti i mezzi in transito. Gli automobilisti, qui da NOI, sono strani davvero, a volte accelerano, a volte schivano, a volte rallentano, poche volte si fermano... Il codice della strada, il buon senso è tutto da parte del pedone, ma gli automobilisti, sono sempre + di fretta e il pedone è un serio ostacolo, da superare al + presto.
Le amministrazioni di alcuni comuni hanno pattugliato alcuni passaggi pedonali, per fare rispettare la precedenza al pedone con buoni risultati, altre amministrazioni si sono inventate strisce pedonali + GRANDI
contornate da fasce colorate per essere + visibili agli automobilisti, con la speranza di obbligarli almeno a rallentare , a fermarsi per far passare il solito pedone rompiscatole.
Dimenticavo! alcune amministrazioni ILLUMINATE del Nord Italia hanno realizzato le strisce bianche con fascia colorata tutta intorno, piena o decorata, utilizzando vernici fluo ben visibili anche da lontano e mettendo anche delle scritte, tipo

rallentaaaaa
rallenta-fermati
chi va piano, va sano e lontano
chi non corre, ha e dà vita lunga
chi rispetta... è rispettato

a GROSSI caratteri per essere lette da tutti : dal pedone, dall’automobilista che finalmente darà la precedenza al solito pedone che attraversa proprio su quelle strisce.
“Io sono uno di quelli che si ferma, anche perché ho guidato nelle varie nazioni d’Europa e lì le strisce pedonali vengono rispettate ”.
E VOI, amiche, amici della News, come vi comportate con i pedoni? rispettate le strisce pedonali o ...?

Felice Terrabuio

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10 giugno 2008

Filastrocca del buon tempo passato...

 

Carissime amiche e amici della Newsletter, da un  ILLUMINATAMICA,   l’amica Franca O. è arrivata...” una piccola poesia che puoi diffondere nell’etere , se vuoi, e farla diventare patrimonio di TUTTI perché riguarda , soprattutto, la gente normale”

Filastrocca del buon tempo passato...

C’è ancora posto per gente normale su questo pianeta
magari un po’ semplice, abituale, datata,
che apprezza ancora la vecchia cucina,
quella della polenta e del brodo di gallina
C’è ancora posto per chi sa amare senza condizioni,
per chi difende usi dismessi, per chi non scende a compromessi;
per chi vuole sedere su un prato o correre a perdifiato
e per chi ama la quieta vita di campagna,
per chi si ferma a guardare il cielo,
per chi si appoggia ad un davanzale ad osservare il temporale.
C’è ancora posto per chi ”vive e lascia vivere”
e crede sempre che la cosa più importante nel mondo
è, semplicemente..., essere vivi!

Felice Terrabuio

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