.
Annunci online

IlParoliere
"NOI VI DIAMO LA PAROLA, VOI CI RACCONTATE IL MONDO".


Diario


28 luglio 2011

Nuovi ministri vecchie conoscenze

Gioia e tripudio già si elevano qua e là per il web sui siti scoraggiati dalle ultime timide uscite del premier, per la scelta dell’amico di Previti Francesco Nitto Palma al Ministero della Giustizia, così da far rimpiangere la prematura e calcolata uscita di scena di Angelino Alfano in cerca di alleanze e strategie post-Berlusconi per lanciarsi a Palazzo Chigi, battere l’ombra scomoda del Cavaliere e la concorrenza di Tremonti e Maroni. Così Nitto Palma che non ha mai nascosto la sua stretta amicizia con Previti, al punto, si dice, da frequentare il suo attico di Piazza Farnese in diverse cene quando era agli arresti domiciliari, imparentato con Dinacci, l’ispettore presso la Procura di Milano negli anni di Mani Pulite e cognato dell’altro avvocato di Silvio Berlusconi. Fu lui agli inizi della sua carriera in Forza Italia, che, nominato nella commissione d’inchiesta su Mani Pulite, si disse “ansioso di fare luce sull'uso politico della magistratura e su legami fra magistrati e partiti” (complimenti per la coerenza) e nel 2002 a proporre un maxi-emendamento che doveva bloccare tutte le indagini sui parlamentari fino alla fine del mandato, una super-immunità parlamentare (altro che Lodo Alfano), poi ritirato perché sfacciatamente in favore di Cesare Previti. Un altro ministro che disprezza il mestiere che ha svolto e la parte che dovrebbe rappresentare. Il governo prosegue sottilmente nella sua linea ovvero rafforzare il cerchio magico del Cavaliere, in linea con la Lega. In questo scenario c’è più d’uno nel governo, che spera in uno sviluppo del caso Milanese ed in un isolamento di Maroni nella Lega. Facile il primo, difficile il secondo. Auguri al Ministro Nitto e non fate confusione…




permalink | inviato da ilparoliere il 28/7/2011 alle 1:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


20 luglio 2011

Tutti sono disuguali davanti alla...Lega

Il trucco c’è, ma non si vede, come nel migliore voto occulto o nel peggiore gioco  pericoloso fra bambini. Le Lega Nord spalleggia l’arresto del deputato Pdl Papa alla Camera ed acconsente al diniego di arresto per Tedesco del Pd e così in un colpo solo si vendica dell’alleato di governo e scarica colpe e vergogne chissà quanto meritate sul Pd, accusandolo di “aver salvato” il suo candidato e mettendolo in difficoltà dopo che Tedesco aveva addirittura acconsentito al suo arresto. Chi mai del Pd sarebbe stato così stupido da votare contro la volontà del deputato stesso? E’ chiaro che la Lega ha architettato tutto per ricollegarsi alla base, riprendere il consenso del popolo e toglierlo agli altri: a Berlusconi che ormai non ha più influenza neppure fra i suoi candidati; a Bersani ed al Pd, così da metterli alla berlina e dare un piccolo assist ai feltriani e sallustiani, gli unici ancora rimasti al fianco del Cavaliere; a Vendola, si proprio a lui, perché solo con un Tedesco implicato e scomodo si potrà attaccare Vendola per lo scandalo ed il buco della sanità. Resta da chiarire chi è il fine stratega della Lega? Maroni e la sua “base” anti-disonestà o l’asse Bossi-Calderoli che vuole frustare Berlusconi dall’interno ma comunque restare in sella? E’ questa la domanda decisiva per capire se il governo potrà cadere già al rientro estivo (nel primo caso) oppure resistere e vivacchiare sulle sue macerie e su quelle dell’Italia. Perché presto Tremonti ribusserà e saranno dolori per tutti.

Il Paroliere


13 luglio 2011

La palla al piede

La fretta fece i figli ciechi ed è anche il caso di questa manovrina. Basta unicamente per rassicurare in modo temporaneo la grande finanza europea ed italiana e dare sollievo a Borsa, banche e titoli di stato. In questa manovra c’è invece un “rinvio dei problemi” a data da destinarsi e ciò significa che tra qualche mese ci ritroveremo di nuovo nelle medesime condizioni, con un governo che tira a campare e che tornerà alle priorità di sempre ovvero la giustizia a misura di indagato o condannato e varie riforme di natura economica comunque penalizzanti verso i cittadini, dalle università alle pensioni. E questo purtroppo non lo ha sottolineato neppure l’opposizione che oggi si tura il naso e da il via libera ad un testo di cui non condivide nulla, se non l’urgenza e l’invito del Capo dello Stato. Mai scelta fu più incoerente. Non si esce insieme ad una persona rimanendo con il broncio e magari litigando a fine serata solo perché lo ha detto papà! E non si può continuare a prendere decisioni sulla pelle dei cittadini solo per accontentare l’economia volatile e teorica, quella che, per intenderci, ha portato a questa crisi epocale. Nessun taglio alle spese serie e pazze della politica, nessun taglio ai redditi alti e dormienti, nessuna scelta coraggiosa su produttività, pensioni, enti inutili, nessun programma preciso di liberalizzazioni. L’immagine di quest’Italia d’estate è fatta di strade vuote e spiagge altrettanto vuote e di un Ministro dell’Economia che torna da Bruxelles con un compito imposto dall’esterno ma senza più la fiducia della sua squadra come una palla al piede. Tutti a casa, tutti fermi, tutti in silenzio, compreso un governo che è ben consapevole di essere alla fine di un ciclo ed in cui poco contare giocare al risiko su chi resta e chi va. Le elezioni anticipate (che pure non sono la soluzione) restano all’orizzonte.


12 luglio 2011

Governo forte per manovra forte

Se c’è qualcuno che ancora crede nella tesi del complotto internazionale, prego, si accomodi nella grande e già piena sala delle dietrologie e dell’ingenuità italiane. Perché l’attacco, di cui si sta parlando da giorni, non può definirsi attacco un giorno e legge del mercato un altro giorno. Gli speculatori attaccano i nostri titoli e godono della loro debolezza, frutto di superficialità, di scarsa crescita, di povero impegno imprenditoriale. Nel frattempo ogni paese ed ogni governo corre ai ripari per salvare la propria posizione, tranne il nostro. Siamo il paese che avrebbe più bisogno di un governo forte per una manovra forte ed invece si ritrova con una politica litigiosa, provinciale che si copre dietro la tesi del complotto per portare avanti una manovrina debole con i forti e forte con i deboli e sostanzialmente priva delle chiavi che occorrerebbero. Una manovra per dirsi tale dovrebbe prevedere progressivamente, ma in tempi brevi, uno smantellamento degli istituti inutili (arrivando sino alle province), una patrimoniale per chi può e deve dare e ne sono tanti in Italia, né lavora ed un forte incentivo alla concorrenza ed alle professioni che può arrivare solo da una seria liberalizzazione, purché non dei servizi essenziali. Per farlo servirebbe un governo di unità nazionale, senza liti, con un ampio ventaglio di partiti, con un ministro dell’economia capace di muoversi non solo nel campo dei tagli ma anche in quello della crescita ed un premier meno attaccato ai suoi personali problemi. Unità e coraggio che fanno difetto ad una classe politica poco responsabile, ancorata alle sue poltrone e dove non è possibile chiedere a nessuno di farsi da parte per ridare credibilità al nostro paese


11 luglio 2011

Nessun problema

Noc ‘è pericolo per l’Italia, eppure se ne parla troppo. Ogni giorno ciascuna istituzione socio-economica europea o agenzia di rating mondiale dice la sua sul nostro paese mentre il governo non dice nulla. Perfino il presidente Napolitano ha affermato che non c’è da preoccuparsi a patto di essere seri, ma anche la serietà sembra un traguardo irraggiungibile mentre il premier cerca come un Lupin qualsiasi di sfuggire ai commissari di turno, i membri del governo se le suonano e la Lega gioca all’apertura dei ministeri a Monza il 23 luglio. Con quali soldi e quale serietà, appunto? Spiace dirlo ma la nostra situazione non è così dissimile da quella della Grecia di fine 2009 dove un premier che aveva falsificato qualunque dato, con ministri indagati e cavalcando un esagerato populismo nel pieno della vergogna si ostinava a dire in campagna elettorale:”Se mi votate, usciremo dalla crisi più forti di prima”. Nel frattempo il deficit era arrivato al 12,7% del PIL (e non nei limiti del 3% come stabilito dall’Europa e riferito dal governo greco) e con le spalle al muro il ministro dell’economia greco di sinistra nel maggio 2010 ammise l’impossibile di coprire il debito pubblico. Oggi tutti se la prendono con il Pasok, mentre Karamanlis dorme nel suo letto. Tutti conosciamo il debito dell’Italia. L’unica cosa che ci salva è il nostro risparmio che però banche e tasse stanno già erodendo in modo eccellente. La bomba sociale ben addormentata dal meteo e dal gossip dei tg è già in atto: 30% disoccupazione giovanile (che vuol dire poco ricambio e quindi anche poche pensioni coperte), 8,1%, disoccupazione ordinaria, 40% di inattività. Importiamo tutto ed a prezzi altissimi e produciamo sempre meno. E stiamo iniziando le svendite e venerdì in Borsa lo si è capito. La solfa dell’Italia come la Grecia potrà annoiare ma è sempre più vero, visto che di questa manovra e dei relativi conti non si sono capiti né numeri, né obiettivi ed anzi molti provvedimenti sembrano alquanto aleatori e punitivi, mentre la politica si permette ancora viaggi e matrimoni a cinque stelle. Chi è il nostro Karamanlis?.


8 luglio 2011

Cretini per forza

Se il Pdl fosse stato un partito normale, invece della manfrina di qualche settimana fa, dove Alfano veniva designato dall’alto segretario politico con mere funzioni di consigliori e nel bel mezzo di una debacle elettorale, avrebbe svolto un normale congresso dove magari le due anime, se non tre, del partito avrebbero potuto scontrarsi in termini meno cafoni e più costruttivi per un intero paese, decidendo il futuro leader. Questa divisione fra la corrente berlusconiana rappresentata dal figlioccio Alfano, con Frattini, Verdini, Gelmini, Brunetta, Carfagna e la corrente del Nord, rappresentata da Tremonti con i ministri “economici” come Sacconi, i delusi come Scajola e Galan e con appoggi anche esterni dalla Lega Nord ad Emma Marcegaglia in cui si inserisce quella del Sud e di ex figiani come La Russa, Polverini ed Alemanno, ma anche Micciché e Lombardo, costretta alla “clandestinità” non può che esternarsi nella dialettica più normale per un partito dove il leader ha più volte apostrofato gli avversari con epiteti come “coglioni, senza cervello, vagabondi”. Ormai da tempo il Pdl è diviso e l’impostazione sovietica perseguita dal Cavaliere non sta facendo altro che distruggere un intero sottobosco di personalità, sia cretini originali che cretini di talento. Per colpa del premier nel Pdl o si è cretini o bisogna diventarlo. Non c'è alternativa. Il Pdl non ha né la storia, né la collegialità della Dc per resistere a questi spifferi e per giunta è un partito senza governo, costretto da misure economiche impopolari, dilaniato dagli alleati, dalle indagini e dal vuoto intellettuale dei “cretini”, gente che, ahimé, dirige ciò che non conosce minimamente. Ma ormai si lotta per le briciole. Berlusconi sa bene che il Pdl nel prossimo futuro potrebbe avere un Presidente della Repubblica (e sta lavorando per quello) ma quasi sicuramente non avrà un premier.




permalink | inviato da ilparoliere il 8/7/2011 alle 9:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


7 luglio 2011

I provinciali

La Casta si difende come può e mentre con la manovra salva il grande palazzo e chiede rinunce ai cittadini decide di archiviare definitivamente la questione dell’abolizione delle Province, ovvero un comodo risparmio di 4 miliardi all’anno, l’abolizione di un ennesimo carrozzone burocratico con competenze (sostanzialmente istruzione, viabilità e sanità) che, lo si vede nei fatti, in realtà sono già svolte a livello centrale e nella maggior parte dei casi, da comuni e regioni). Questa volta però nessuno ha messo voce, né l’onnipresente Ministro della Pubblica Amministrazione, Innovazione e Perfezione Renato Brunetta, né quello degli Affari Regionali Raffaele Fitto e neppure i partiti principali, anzi PDL e Lega hanno chiaramente dissentito ed il Pd ha recitato il ruolo di “chi non vede e non sente”. D’altronde il piacere è duplice, perché su 110 province, 46 appartengono al PD e 6 all’UDC ed una a SEL e si aggiungono le liste autonomiste trentine e valdostane che normalmente amministrano con la sinistra, l’opposizione ha 56 province: la maggioranza. Nel PDL però gli unici a chiedere tale abolizione sono Feltri, Sallusti, Belpietro e Sechi che non sono parlamentari (e che comunque appartengono alla famiglia dei tagliatori a prescindere), oltre a gran parte dell’elettorato. Nell’opposizione solo l’IDV. Nell’ultimo sondaggio del Sole24Ore, sono una ventina i presidenti che superano il 60% dei consensi mentre il resto delude quasi la metà dell’elettorato ma tutti sono in ribasso e comunque i più apprezzati riguardano province leghiste o province piccolissime, segno di come sia importante decentrare nel piccolo e non mantenere enti intermedi. Senza considerare quanti signori sommano i loro incarichi con quelli a Roma…Avanti così!


5 luglio 2011

L'ultimo colpo di Angelino il breve

E’ un film già visto: nel bel mezzo di un complesso procedimento legislativo ed all’apice dello scontro politico-economico ecco una bella norma con il doppio effetto ovvero togliere le castagne dal fuoco al premier e a chi come lui (?), potrebbe vedersi condannato in appello a pagare più di 10/20 milioni di risarcimento, prevedendo la possibilità di sospendere il pagamento con una semplice cauzione e nel frattempo addormentare il dibattito vero su una manovra che colpisce pensioni, scuola, pubblica amministrazione (ma non chi amministra nel senso proprio del termine, ovvio). Poi magari interverrà il Capo dello Stato, si discuterà sull’opportunità di cancellare la norma che potrebbe essere mantenuta, anche perché Mediaset a corto di idee e di soldi rischia molto. E così il ricorso in Cassazione per ottenere il risarcimento diventerebbe necessario. E l’idea non poteva non essere conosciuta dal nuovo segretario, che pure aveva accennato alla “persecuzione” del premier, facendo capire che era nell’aria un nuovo tentativo di salvataggio. Ma non era stato il ministro Alfano a chiedere a tutti di trovare un compromesso per abbreviare il processo, ridurre i gradi di giudizio o filtrarli in base alle necessità? E come si potrà fare, se il mancato ricorso in cassazione, “salva” in un colpo solo i maxi-risarcimenti per evasione fiscale o bancarotta, per cause molto lunghe che coinvolgono grandi imprese e molto altro? E cosa dire del “partito degli onesti”, idea che sarebbe subito sminuita da questo trucchettino?. Ma forse il ministro sa che è l’ultimo dazio da pagare. Presto la giustizia potrebbe passare di mano (Lupi, Ghedini…) ed in fondo lui oggi deve già agire da coordinatore dell’azienda. Già, l’azienda, perché il premier dovrebbe spiegare a molta gente cosa vuole farsene delle due aziende: Mediaset e PdL.  


4 luglio 2011

Mal di cricca

L’Italia che ama prendere e prendersi in giro oggi racconta che sulla TAV in Val di Susa si sono spese ore ed ore di mediazioni, discussioni, quasi che bastasse un cambio di percorso o l’inequivocabile realtà che si stanno perdendo finanziamenti europei per convincere tutti che questo progetto è utile. È pura ingenuità. In un periodo storico dove le manovre mettono le mani nella tsca di pensionati, insegnanti e servizi sanitari ovvero cittadini comuni mentre salvano caste politiche e bancarie, è quantomeno ingenuo far credere che la TAV Torino-Lione sia un progetto fondamentale, decisivo per le tasche degli italiani. E lo è ancora di più perché se chiedeste agli italiani in cosa concretamente consista questa linea, quali città attraversa, quali imprese ne sono impegnate e quanto lavoro e vantaggio economico produce, meno di un terzo saprebbe rispondervi. Non è vero che su quest'opera lavorano le stesse imprese, gli stessi nomi e girano gli stessi interessi a livello europei che sono coinvolti in tanti giri di potere? C’è un male oscuro che impaurisce gli italiani: il terrore giustificato che ogni grande opera, oltre che poco utile per i cittadini, sia in realtà un pretesto per le solite imprese di fare soldi con inciuci politici e poco legali e di questo, purtroppo, nessuno ha rassicurato alcun cittadino, neppure quei partiti “vicini al popolo” ed antagonisti come la Lega, prima contraria al progetto, convinta anti-europeista ed oggi con Cota presidente del Piemonte, incredibilmente inglobata negli interessi di quella Roma così lontana e ladrona o come l’Idv, che continua nella sua corsa a staccarsi da Vendola, senza accorgersi che per i grandi partiti ed i grandi interessi stanno di nuovo abbandonando Napoli, dove, guarda un po’, c’è proprio un sindaco di quel partito. Anche lì c’è paura che i veri problemi non vengano risolti ma che ci si limiti ad…accordarsi.

Il Paroliere


1 luglio 2011

incastrato

Peccato non chiamarsi Dagospia o Wittgenstein e non essere Beppe Grillo, altrimenti avremmo già fatto notizia, perché se il NY Times dice la verità su una presunta voce interna alla polizia di New York che vorrebbe Dominique Srauss Kahn libero oggi, noi che ci eravamo già chiesti qui, a chi desse fastidio, avremmo sollevato un quesito cruciale che comunque sarà presto sui giornali di tutto il mondo. La cameriera che ha denunciato lo stupro, tra l’altro connessa anche con il narcotraffico, si sarebbe contraddetta numerose volte, cosa che farebbe pensare ad una bugia e ad una grossa montatura per far fuori il capo dell’economia mondiale, visto che il rapporto, pur essendoci stato, sarebbe stato consensuale. Che DSK fosse un donnaiolo incallito, era ben noto, ma che lo volessero fuori dai giochi dell’FMI non era così evidente, ma le piste che abbiamo proposto lo scorso 19 maggio restano sempre tali: la destra francese ansiosa di liberarsi di un candidato scomodo, sicuramente vincente e credibile per la sinistra e per la Francia; qualche potente lobby finanziaria che non guardava molto all’europeismo ed alla smania di salvataggio dell’ex leader del Fondo in ambito europeo o forse quegli stessi potentati americani che miravano a spostare l’asse occidentalista dell’istituzione e che, con la nomina di Lagarde, ci sono comunque riusciti, tanto che la nuova direttrice dell’FMI è stata perfino votata dal BRICS e dagli Usa nonostante la candidatura alternativa del messicano Augustin Carstens. Ed ora in attesa che la giustizia faccia la sua parte, meglio chiedersi se l’Europa ha ancora voglia di dormire e limitarsi ad inscenare manifestazioni di piazza o cortei femministi.

sfoglia     giugno        agosto
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
Rassegna Stampa
La lanterna accesa
Deraglio!
Il Navigatore Solitario
Libera opinione
Pensieri nel web
Parole a colori
Letter from U.S.A.
CineAngel

VAI A VEDERE

Il Grande Sud
Frangi...e le sue vignette
Italians
Legno Storto
L'Occidentale
Lettera22
Il Pungolo
Capperi!
Pier Luigi Baglioni
Oscar Bartoli's Blog
Notizie da Caracas
Notizie da New York
Germany News
Dino Biondi
Il Cannocchiale
Popoli Nuovi
Terrabuio
Il Barbiere della Sera
Indonapoletano's weblog
Indika, Blog di informazione sull'Asia
News italia press
Cecenia Sos
Tocqueville
Camera dei deputati
Senato della Repubblica
Governo
Radio Onda d'Urto
Informazione corretta
Peace Reporter
Corriere della Sera
La Stampa
La Repubblica
Il Giornale
Il Messaggero
Il Mattino
Il Sole 24 ore
La Gazzetta del Mezzogiornio
L'Unità
New York Times
The Times
Washington Post
The Guardian
Nonsoloblog
Limes
Sito di Gioacchino Basile
Viabilità stradale ed autostradale


 

Il Paroliere

NOI VI DIAMO VOCE...

...VOI CI RACCONTATE IL MONDO

 

  

Il Grande Sud

http://angelodaddesio.nova100.ilsole24ore.com/

Il Nuovo Blog su innovazione, web, creatività
 
e novità dal continente sudamericano.
 
 
QUESTA SETTIMANA:
 
* LA SETTIMANA DEI NOBEL. TUTTI I NOMI LATINI E NON DEI FAVORITI     AL RICONOSCIMENTO PER LA LETTERATURA E LA PACE
* ARGENTINA SEMPRE PIU' LEADER DEL VIRTUALE, ENTRA NEL GRANDE MERCATO DEI VIDEOGIOCHI E DELL'INTERATTIVITA' 
 
ARCHIVIO
 
L'ITALIA COME L'ARGENTINA DEL 2001?
 
DIBATTITO SULLA CRISI FINANZIARIA ITALIANA
 
 
LA RIVOLUZIONE DEI GIOVANI CILENI: UN ESEMPIO PER L'ITALIA
 
NE PARLIAMO CON LA GIORNALISTA ITALIANA PATRICIA MAYORGA
 
 
 
 
 
 
 

LA VIGNETTA DI FRANGI (Ettore Frangipane)

 


di Ettore Frangipane (www.frangipane.it) 

  

  

 

 

LA LANTERNA ACCESA (se sorge il sole, c'è ancora qualcosa da dire)

per questo ogni mattina ci siamo anche noi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  
 

 

I MIEI CONTRIBUTI SONO SU

NOVA

http://www.nova100.ilsole24ore.com

 

Home

 

http://www.terranews.it 

 

Home

 

http://www.linkiesta.it/blogs/nuovo-mondo

 

www.legnostorto.com

 

www.tocqueville.it

 

 

 

Il Paroliere è un amico di Korogocho



COME AIUTARE CONCRETAMENTE KOROGOCHO?

· Partecipando attivamente agli eventi organizzati

 

· Condividendo te stesso, scambiando le tue opinioni e il tuo mondo con la gente di Korogocho

· Offrendo formazione e seminari a studenti e insegnanti della nostra Scuola Informale

· Aiutando a progettare dibattiti sull'educazione civica e i problemi delle comunità

· Sostenendo lo Ndoto Arts Group commisssionandogli la creazione di posters e di opere di srte di strada e progettando workshop che accrescano i loro mezzi artistici le lor capacità e loro abilità.

· Sostenendo la Cooperativa di donne "Bega Kwa Bega" aiutandole ad accrescere i loro modelli stilistici, le capacità commerciali e la rete di marketing.

· Portando nuove idee/progetti comunitariattraverso il teatro, gli sport e le arti, che aiutino i bambini di strada e i tossico-diendenti a ritrovare la peopria voce e aumentare la loro fiducia.

· Aiutandoci nella copertura e nell'ampliamento del nostro anfitetro, in modo che gli artisti e il pubblico possano recitare e sedersi comodamente.

· Rifornendo la nostra biblioteca con nuovi validi libri e video.

· Invitando i nostri artisti a partecipare ad eventi che possano aprirgli nuove possibilità.

· Parlando e scrivendo di Korogocho

· Mantenendo i contatti

· Tornando a trovarci .

· Utilizzando questo conto corrente bancario per un vostro contributo:

Banca Popolare Etica
ABI 05018 - CAB 12100 - c/c n. 100794
Intestato a Missionari Comboniani
IBAN IT51T0501812100000000100794

Non scordate di indicare la causale della vostra donazione.


Altre informazioni su www.korogocho.org 

 

CERCA