.
Annunci online

IlParoliere
"NOI VI DIAMO LA PAROLA, VOI CI RACCONTATE IL MONDO".


Diario


31 agosto 2011

Il governo di Silvio Gekko

Noi dobbiamo pensare prima di tutto alla finanza, ai conti…La manovra è stata apprezzata dall’Europa ed anche dalla Borsa che ha reagito bene”. È una frase di Castelli, ma non è difficile ritrovare lo stesso concetto nelle dichiarazioni al telefono di Berlusconi (che ha troppa paura di andare in tv meno sorridente ed ottimista a dire in faccia agliitaliani come stanno le cose). Frasi degne di Gordon Gekko. L’Europa non ècontenta della manovra, semplicemente preferisce fidarsi, basandosi soprattuttosul saccheggio delle pensioni e sui futuri tagli ai costi della politica. Se fra un anno o ancora meno, non ci sarà nulla di tutto ciò, l’Italia sarà alle prese con una nuova tragicomica estate come questa, forse con un governodiverso. La Borsa è contenta. La Borsa non è fatta, come si pensa, darisparmiatori, consumatori, ma da imprenditori, broker e politici, ovvero genteche gestisce soldi altrui come se fossero propri e che quando perde deve trovare qualcuno a cui togliere e quando vince torna a giocare una parte che non ha messo nel cassetto. A pochi di questi importano cinque anni diuniversità, un anno con un capitano stronzo che ti fa lavare i cessi (magari dalaureato). Adesso il governo si sta già pentendo e vuole salvare i diritti acquisiti ma la coperta è sempre corta e una cosa è togliere a tutti adesso, altra togliere per il futuro. L’errore di spostare i soldi per non scontentare elettorato proprio ed alta finanza è un gioco che si può permettere chi ha molti soldi e chi ha tempo da perdere, cose che l’Italia non ha più. Ora si parla di “fiducia” o di modifiche, ma è il preludio a nuovi aumenti, che sia l’IVA, che sia l’ICI o più semplicemente un condono e ci sarebbe da ridere nel vedereuna pubblicità che chiama parassita in tv colui che pagherà un ennesimo 5% per riportare i soldi a casa e tornare a saldare i conti. Insomma fatta la manovra stile Wall Street ora bisogna fermare i vari Bud Fox della Lega, quei rampanti ribelli di governo che pensano ai loro voti ma anche ai loro affari (le pensioni sono un cavallo di battaglia leghista e nonostante tutto in Veneto e Piemonte riguardano molte persone e le cooperative non sono solo un'invenzione rossa...). Gordon Gekko di questo governo nonsapeva nulla quando disse che “Ildenaro c'è ma non si vede: qualcuno vince, qualcuno perde. Il denaro di per sénon si crea né si distrugge. Semplicemente si trasferisce da una intuizione adun'altra, magicamente”…Che nonsia lui il vero premier? 


30 agosto 2011

L'economia del consenso

E alla fine Silvio Berlusconi riuscì nella sua ultima grande impresa, stravolgere le leggi dell’economia perassoggettarle a quelle del consenso, cosa possibile soltanto in Italia, dove a fronte del buonsenso non può che prevalere l’istinto di conservazione dell’estabilishment. Ecco che una manovra già di per sé teorica viene svuotataanche della teoria e praticamente si trasforma nel sogno tutto berlusconiano didifendere i suoi adepti, la sua immagine di “uomo che non chiede soldi” (li prende direttamente senza che la gente, perlopiù pensionati, se ne accorga, impegnata com’è, a dare la colpa all’euro). Nella nuova manovra non c’è aumento dell’IVA, sparisce l’odiatissima patrimoniale, la tassa per i ricchi che inrealtà poi non erano poi nemmeno così ricchi, spariscono eventuali ritocchiall’Irpef, sparisce la tassa sui colossi statali energetici. Non c’è traccia di tassazione delle rendite, di incompatibilità fra cariche istituzionali, tutti possono essere contenti. La tasca dei signori della politica è salva. Poi nel più classico dei tormentoni berlusconiani arriva la “grande promessa”: l’abolizione di tutte le province ed il dimezzamento dei parlamentari, soloperò con legge costituzionale, così che non si possa dire che la colpa sia solo del governo…Quando accadrà. Forse fra un anno o forse fra dieci, chi può dirlo. Basti per ora che la macchina del convincimento sia partita. E chi pagherà tutto ciò? Pensionati, cooperative, organizzazioni sociali, la gente comune. Perfino i laureati sconteranno, come è tradizione di questo governo, più delle veline, visto che non potranno più riscattare nulla. Eh già, perché tutto è stato tolto meno i tagli al pubblico, i ticket, ladilazione dei Tfr e la mannaia dei licenziamenti facili e dei contratti aziendali che tanto fa godereConfindustria e Marchionne, ora più uniti che mai. Mentre il popolo aspetta chepassi la nottata, Berlusconi prepara un posto al Quirinale per sé ed uno aPalazzo Chigi per il suo fido Alfano. Ed è riuscito a far credere, grazie a gente come Penati e Tedesco, che la questione morale appartenga alla sinistra e non dicerto a lui.      


22 agosto 2011

"Presidente non abbia memoria corta"

Il Capo dello Stato che apre ilMeeting di Rimini con il classico discorso da “colpo al cerchio ed alla botte”sembra quasi agire per protocollo più che reale convinzione, come se in questomomento anche lui volesse difendere la politica dal fuoco di fila che leproviene dal popolo, dalla stampa, dall’estero. Glielo impone la suaprerogativa di rappresentante dell’unità nazionale, di uomo “inter pares” (nonsuper-partes, si badi, il Capo dello Stato ha comunque un colore ed una fedepolitica ed in ogni caso non sarebbe stato lì se non lo avesse votato propriola sua parte politica mentre i partiti dell’attuale governo lo osteggiarono),ma così sembra aver dimenticato ciò che è accaduto in questi anni. Si può certoattaccare l’opposizione per la sua sterilità di idee, per la sua confusione e questo è scontato, ma non si può dimenticare che indemocrazia i numeri dettano legge e questi numeri sono stati difesi dal governoper resistere nel suo fortino, sempre e comunque, nel modo più spregiudicato,promettendo ministeri e cariche o provvedimenti ad hoc, difendendol’indifendibile, sfruttando a dismisura lo strumento della fiducia e per giuntausata per le leggi pro-premier, per riforme a metà e controproducenti(federalismo, varie revisioni giudiziarie). Non c’è politica che tenga difronte all’individualismo di un parlamentare che cambia faccia e partito soloper tornaconto economico e personale. E non c’è opposizione che possa farenulla di fronte a chi ha negato la crisi per anni ed ha avuto i numeri perfarlo ed oggi con quegli stessi numeri si prepara ad una clava sociale. È ilCapo dello Stato, l’unico che può dettare legge con la sua firma, che puòminacciare lo scioglimento delle Camere per l’impossibilità di gestione seriadi un Parlamento…Non lo ha fatto. Più che legittimo, ma non è più tempo perfare l’arbitro. Il paese ha bisogno di coraggio e credibilità e chi nonrisponde a questi canoni deve essere smascherato ed esautorato. Basta condialoghi finti di cui si conosce l’impossibilità.   


17 agosto 2011

Sarkò-Merkel e la nuova purga per l'Italia

Mentre ci stavamo distraendo con le parolacce di Umberto Bossi e la finanza creativa del governo italiano, capace di partorire in un colpo solo la “patrimoniale per borghesi e dipendenti” e poi pensare di sostituirla con la tassa sui “capitali scudati” (l’1% poi, un altro contributino da elemosina), un ennesimo incentivo all’evasione, Sarkozy e Merkel pensavano a qualcosa di più fine per salvare prima di tutto le loro economie e non farsi trascinare dal vortice delle promesse senza fondo di Italia e Spagna: fermare la grande bolla finanziaria, partendo da chi gioca sul tavolo. Meglio tardi che mai. Tassare le transazioni finanziarie significa iniziare a ragionare non più in termini di volatilità e di carta straccia ma di solid veri. Chi ha benzina cammina e chi no, va a piedi. Basta operazioni finanziarie di grande scena, ma con poca trasparenza e poca chiarezza sui conti, basta crediti e finanziamenti concessi in bianco e basta con l’Europa a doppia, tripla, quadrupla velocità. Si cammina tutti insieme, altrimenti chi resta indietro, inizia a remare per conto suo. Il super-governo economico, ma soprattutto il rifiuto dell’eurobond è un segnale positivo pensato per evitare una nuova stagione di copertura di spese e magagne. L’Europa non se lo può più permettere e l’Italia su tutti. Ecco perché bisognerebbe dire a lor signori del governo, di iniziare a far tirare fuori i soldi a chi non li ha mai tirati, ma sul serio, partendo anche qui dalla verifica su conti, depositi, investimenti, transazioni. Amato fece così e non fece male. Regalò all’Italia un’occasione che non fu sfruttata, perché ai più piacevano feste e cotillons.

Il Paroliere.


13 agosto 2011

Meglio il fallimento

Sarebbe stato meglio il fallimento, il default, perché comunque questa manovra è la definitiva fucilazione dello stato sociale, delle garanzie e dei diritti, unicamente per difendere il dorato mondo finanziario, dell’alta politica, delle grandi imprese sovranazionali che, proprio per questo non pagheranno niente, sistemate come sono, in paradisi fiscali e con investimenti piccoli e differiti. E’ una manovra che non c’è, perché non c’è la previsione di ciò che accadrà. Cosa accadrà a tutti i dipendenti di quelle province (peraltro tutte rigorosamente non leghiste) che saranno abolite? E cosa succederà a quelle persone che pagano da sempre salatissime tasse e si ritrovano con un aumento a dover mettere alla porta migliaia di lavoratori? Cosa succederà negli enti locali dove saranno tagliati trasporti, servizi sociali, servizi sanitari, scuole, infrastrutture? Un governo che pensa a tagliare, possibilmente al di fuori della sua parte politica, per lasciarsi una speranza elettorale, ma non pensa alla crescita consegna il paese ad un decennio di crisi nella crisi. Idee obsolete (borgomastro per i comuni da accorpare al di sopra dei 1500 abitanti), privatizzazioni clientelari, nuovo afflusso di dipendenti. E allora perché non il fallimento, gli aiuti, la svalutazione e la chiusura di tutto quel parassitismo da alta finanza che ancora in Italia trova terreno fertile? Forse non è andata meglio all’Argentina che dopo il default iniziò una vera riforma politica, riprese ad esportare, tassò le rendite vere, ridusse le privatizzazioni clientelari? Gramellini sulla Stampa dice che la manovra non colpisce i ricchi, ma il ceto medio. Ma allora perché questo ceto medio (e quello basso) non era ieri a Piazza Montecitorio, invece di fare la spesa per l’arrosto di ferragosto in qualche centro commerciale o perdersi in qualche sagra o lungomare estivo oppure a dannarsi a scrivere minchiate su facebook e twitter? Perché l’Italia è un paese drogato, quasi contento della manovra e della sua impossibilità, un po’ perché spera comunque che non gli tocchi, un po’ perché è convinto di poterla evadere, come sempre…E la storia continua.

Il Paroliere


12 agosto 2011

Del ristorante al Senato e di altre illusioni

Basta, smettiamola! Fermate Rizzo e Stella con le loro inchieste da castigatori su vizi e prezzi della politica e con l’illusione che le cose cambino e debbano cambiare. Smettetela con le pubblicazioni su internet dei menù del ristorante del senato, dei compensi di parlamentari e portaborse, dell’elenco dei privilegi. Basta con questa falsa moralizzazione. Se non ci fossero privilegi, nessuno si svenerebbe a fare anni di piaceri, regali, visite, sorrisi, ricerche di clientela unicamente per avere saluto e consenso. Così se non si potesse al tempo stesso svolgere il ruolo di parlamentari in aggiunta a quello professionale e magari con la ciliegina sulla torta di un altro incarico alla regione, o di un posto come presidente della Provincia o sindaco di un comune. Né sarà mai possibile dimezzare il numero di chi concorre a questa lotteria del benessere anche eliminando il benessere stesso. Queste inchieste servono a vendere libri ed acquistare rabbia: sono un’ennesima arma di distrazione di massa. Cosa volete che freghi ad un parlamentare che becca 15mila euro al mese di uscire fuori a mangiare perché il ristorante del Senato chiude? Meglio, sarà un’occasione per una passeggiata in più. E pensate sul serio che nella “situazione argentina” in cui ci troviamo, bastino gli..esempi? Il tempo degli esempi è finito. O la politica decurta tutti i suoi sprechi enormi e numerosi o serve a poco tagliare ristoranti e parrucchieri, perché li pagheranno fuori, anzi li pagheremo noi per loro, come già facciamo. E allora lasciate perdere queste stupide richieste che non avranno mai seguito. Non ho mai visto un nobile diventare plebeo o un riccone lavorare alla catena di montaggio, specialmente in Italia, perché dovrei illudermi? Nel frattempo ciò che c'è da fare non si fa e questo assalto alla casta rischia di penalizzare sempre gli stessi: pensateci caso mai la patrimoniale dovesse concretizzarsi nel ritorno all'ICI sulla prima casa...

Il Paroliere 

E per i curiosi ecco uno stralcio del menù del Senato...Presto sarà abolito. Ma durerà poco...

Il menu del ristorante del Senato


9 agosto 2011

Il paese ad indignazione zero

Ovunque l’ondata di indignazione esplode per i motivi più disparati. Nel Maghreb, ma anche in Medio Oriente, ovvero in Bahrein, Qatar, Siria l’indignazione per l’ottenimento dei diritti umani rasenta la guerra civile e c’è chi lì sta impegnando molto più di uno stipendio mensile, ma la sua stessa vita. Altrove l’indignazione si alza per eliminare le barricate: barricate sociali ed economiche, di redistribuzione di ricchezza, di moralizzazione della politica, di ricambio generazionale. I paesi si svegliano. Qualche tempo fa capitò alla Francia assaporare la rabbia delle banlieues, oggi tocca alla Spagna, alla Grecia, alla Gran Bretagna con un mix di motivazioni sociali e razziali. Ovunque c’è crisi, c’è un movimento di protesta, di risveglio. Perfino dove teoricamente si naviga nel benessere (il Cile, una crescita annua del 6% media da circa 5 anni, stabilità finanziaria e politica, grossi investimenti industriali e minerari), c’è chi chiede educazione migliore e per tutti ed al movimento degli studenti, si sono aggiunti lavoratori, indigeni…In Italia no. L’unico problema italiano di quest’estate è capire come salvare Borse e vacanze. Nelle prime la competenza è di pochi politici, agenzie di rating e finanzieri che giocano al risiko con i soldi altrui, della seconda sono competenti nonni o genitori che finanziano, salvo chi ha scelto Grecia o Egitto per avere mare e sole a prezzi modici. È sempre la solita storia: l’Italia non si muove, resta ferma. L’indignazione si frammenta miseramente in categoria o si politicizza in modo ipocrita, resta isolata e si perde nel pessimismo. Pochi giorni, cartelli colorati, gente radunata e poi via…Non conosciamo i veri blocchi alla francese, la costanza, la caparbietà di chi si ferma, quando ottiene e lo ottiene veramente. Si badi bene, indignazione non vuol dire violenza, ma presa di coscienza. Non ne abbiamo bisogno. Forse stiamo “troppo bene” o più semplicemente siamo un popolo apatico il cui motto “chi si accontenta, gode”, è diventato l’alibi per vivere tranquilli nella beata mediocrità.


8 agosto 2011

L'altra casta senza vergogna

Possiamo fare a meno anche di voi, di questo Circo Barnum che ogni anno si inventa qualcosa e che da un po’ di tempo pensa di poter vantare gli stessi diritti di un operaio siderurgico, di un bracciante agricolo che raccoglie i pomodori, insomma di un vero lavoratore. I calciatori scioperano ed il campionato è in pericolo. E chissenefrega, non lo giocassero, anzi ci fanno un piacere. Faranno risparmiare agli italiani soldi buttati in partecipazioni allo stadio e scommesse febbrili, una malattia irrefrenabile che non porta a nulla ma di cui gli italiani sono infettati fino all’osso e forse permetteranno anche a tv, giornali ed altri addetti ai lavori di fare una seria autocritica sul perché in Italia non c’è sport senza calcio, cosa culturalmente di livello infimo per un paese sviluppato. Questi signori dovrebbero fare mea culpa sullo schifo di questi anni: scommesse sulle partite, compravendita di arbitri e campionati, passaporti falsi, ingaggi e spese record moralmente ed economicamente squilibrati, un senso della polemica e del divismo vergognoso ed invece eccoli lì, non solo sempre perdonati ma anche rivendicatori di chissà quali diritti. I “beniamini del popolo” che se ne fregano del popolo che piange per rialzi nei ticket, nelle tasse, nelle bollette…Non sono così dissimili da quei 1000 e più privilegiati che affollano le aule politiche e mai rinuncerebbero ai loro benefits e come loro pensano di essere indispensabili, che il mondo gli ruoti intorno. Siete inutili e se vi fate da parte, il paese ne guadagnerà.


4 agosto 2011

La vacanza governativa

Niente di nuovo sotto il sole.Né da Silvio Berlusconi e le sue ennesime programmazioni da giovane rampante appena lanciato nella politica, né da Lega e Pdl (che lancia Alfano, chiaramente in dissenso con il suo premier ed ormai leader di partito), né da Bersani che propone l'inutile quadriglia dei passi in avanti ed indietro, né da Casini che filosofeggia alla maniera democristiana. L’unico messaggio è arrivato da Di Pietro, snobbato per la sua solita irriverenza "fuori luogo in un momento così difficile per l'Italia" (parole della Giorgia, il ministro Giorgia Meloni, che in un momento così terribile, aveva già il trolley pronto e parlava di vacanze intransatlantico, quelle fatte e quelle da fare), il che fa capire quanto la politica si prenda tremendamente sul serio. Il leader dell’IdV ha letto ledichiarazioni di Marchionne, svelando solo alla fine il suo autore e gelando difatto il Cavaliere che sino ad allora aveva considerato divertente l’intervento del suo avversario di sempre. “Sono d’accordo con il Capo dello Stato…L’Italia ha bisogno di una leadership nuova e forte…Altri si sarebbero dimessi”. Che colpo! Sergio Marchionne, l’uomo che ha potuto ricattare per due anni gli operai Fiat, smontare le fabbriche di Termini Imprese e Arese, portarsi tutto o quasi a Detroit, mentre il Governo gli dava ragione, pur di affossare sinistra e sindacati che spara a zero sul suo difensore…Di Pietro ha sottolineato in un colpo solo, quanto le grandi imprese siano ormai disinteressate alle noiose trattative fra parti sociali e governo e quanto questo governo non gestisca più l’economia se non a livello volatile di finanza teorica senza che il mondo produttivo, quello vero, dia peso alle parole del premier. Il problema è Silvio Berlusconi e lo sanno anche gli scaldapoltrone della Lega, scappati tutti via dopola recita a soggetto del Cavaliere. E’ iniziata da tempo la “vacanza governativa”…e fa più terrore della crisi.

Il Paroliere


2 agosto 2011

The show must go on

Il premier esce dalla sua letargia estiva e si concede un ennesimo spettacolo da uomo risolutore, peccato però che non ci sia più nulla da risolvere e che ormai i conti si facciano solonell’alta finanza dove l’Italia, grazie alla manovrina ed al terrore di tagli seri e patrimoniali, è ancora a rischio default (lei, si), un rischio che potrebbe concretizzarsi fra settembre ed inizio 2012. Strano ma vero, ma la proposta più intelligente è sembrata quella di Calderoli che ha invitato tuttiad una sorta di campus estivo in cui ponderare le soluzioni e le iniziative da intraprendere per affrontare il duro inverno, ma si sa, il sazio non crede all’affamato e quindi come riuscire a trattenere 1000 recalcitranti parlamentari che non aspettano altro che riposarsi al sole della Sardegna,della Puglia o nelle villette in Toscana o fra i laghi dopo il duro, durolavoro e le enormi spese sostenute! Ci pensa il Cavaliere, per cui tutto fapolitica. Mentre tutto il mondo unisce cervelli dell’economia, mondo produttivo ed opposizione (vedi Usa, ma anche altri paesi europei, la Germania l’ha fattaprima di tutti la Grosse Koalition), il nostro premier non vuole la scena rubata da altri, così domani andrà alle Camere a parlare di investimenti ed infrastrutture (di nuovo e con chissà quali risorse, poi), giovedì incontrerà le parti sociali per ribadire questo ed isolare i comunisti di Fiom e Cgil,mentre l’opposizione non c’è ed in fondo non ne soffre neppure e con la terza mossa il re proverà lo scacco al guastatore Tremonti, in fondo è colpa sua, sequesta crisi è diventata una cosa di cui parlare improvvisamente, in chiave solo italiana. In fondo fino ad un anno e mezzo fa non c’era e quando è spuntata fuori era “globale”, ovvero la colpa era degli altri, come sempre. Bentornato. 

sfoglia     luglio        settembre
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
Rassegna Stampa
La lanterna accesa
Deraglio!
Il Navigatore Solitario
Libera opinione
Pensieri nel web
Parole a colori
Letter from U.S.A.
CineAngel

VAI A VEDERE

Il Grande Sud
Frangi...e le sue vignette
Italians
Legno Storto
L'Occidentale
Lettera22
Il Pungolo
Capperi!
Pier Luigi Baglioni
Oscar Bartoli's Blog
Notizie da Caracas
Notizie da New York
Germany News
Dino Biondi
Il Cannocchiale
Popoli Nuovi
Terrabuio
Il Barbiere della Sera
Indonapoletano's weblog
Indika, Blog di informazione sull'Asia
News italia press
Cecenia Sos
Tocqueville
Camera dei deputati
Senato della Repubblica
Governo
Radio Onda d'Urto
Informazione corretta
Peace Reporter
Corriere della Sera
La Stampa
La Repubblica
Il Giornale
Il Messaggero
Il Mattino
Il Sole 24 ore
La Gazzetta del Mezzogiornio
L'Unità
New York Times
The Times
Washington Post
The Guardian
Nonsoloblog
Limes
Sito di Gioacchino Basile
Viabilità stradale ed autostradale


 

Il Paroliere

NOI VI DIAMO VOCE...

...VOI CI RACCONTATE IL MONDO

 

  

Il Grande Sud

http://angelodaddesio.nova100.ilsole24ore.com/

Il Nuovo Blog su innovazione, web, creatività
 
e novità dal continente sudamericano.
 
 
QUESTA SETTIMANA:
 
* LA SETTIMANA DEI NOBEL. TUTTI I NOMI LATINI E NON DEI FAVORITI     AL RICONOSCIMENTO PER LA LETTERATURA E LA PACE
* ARGENTINA SEMPRE PIU' LEADER DEL VIRTUALE, ENTRA NEL GRANDE MERCATO DEI VIDEOGIOCHI E DELL'INTERATTIVITA' 
 
ARCHIVIO
 
L'ITALIA COME L'ARGENTINA DEL 2001?
 
DIBATTITO SULLA CRISI FINANZIARIA ITALIANA
 
 
LA RIVOLUZIONE DEI GIOVANI CILENI: UN ESEMPIO PER L'ITALIA
 
NE PARLIAMO CON LA GIORNALISTA ITALIANA PATRICIA MAYORGA
 
 
 
 
 
 
 

LA VIGNETTA DI FRANGI (Ettore Frangipane)

 


di Ettore Frangipane (www.frangipane.it) 

  

  

 

 

LA LANTERNA ACCESA (se sorge il sole, c'è ancora qualcosa da dire)

per questo ogni mattina ci siamo anche noi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  
 

 

I MIEI CONTRIBUTI SONO SU

NOVA

http://www.nova100.ilsole24ore.com

 

Home

 

http://www.terranews.it 

 

Home

 

http://www.linkiesta.it/blogs/nuovo-mondo

 

www.legnostorto.com

 

www.tocqueville.it

 

 

 

Il Paroliere è un amico di Korogocho



COME AIUTARE CONCRETAMENTE KOROGOCHO?

· Partecipando attivamente agli eventi organizzati

 

· Condividendo te stesso, scambiando le tue opinioni e il tuo mondo con la gente di Korogocho

· Offrendo formazione e seminari a studenti e insegnanti della nostra Scuola Informale

· Aiutando a progettare dibattiti sull'educazione civica e i problemi delle comunità

· Sostenendo lo Ndoto Arts Group commisssionandogli la creazione di posters e di opere di srte di strada e progettando workshop che accrescano i loro mezzi artistici le lor capacità e loro abilità.

· Sostenendo la Cooperativa di donne "Bega Kwa Bega" aiutandole ad accrescere i loro modelli stilistici, le capacità commerciali e la rete di marketing.

· Portando nuove idee/progetti comunitariattraverso il teatro, gli sport e le arti, che aiutino i bambini di strada e i tossico-diendenti a ritrovare la peopria voce e aumentare la loro fiducia.

· Aiutandoci nella copertura e nell'ampliamento del nostro anfitetro, in modo che gli artisti e il pubblico possano recitare e sedersi comodamente.

· Rifornendo la nostra biblioteca con nuovi validi libri e video.

· Invitando i nostri artisti a partecipare ad eventi che possano aprirgli nuove possibilità.

· Parlando e scrivendo di Korogocho

· Mantenendo i contatti

· Tornando a trovarci .

· Utilizzando questo conto corrente bancario per un vostro contributo:

Banca Popolare Etica
ABI 05018 - CAB 12100 - c/c n. 100794
Intestato a Missionari Comboniani
IBAN IT51T0501812100000000100794

Non scordate di indicare la causale della vostra donazione.


Altre informazioni su www.korogocho.org 

 

CERCA