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L’Europa al macello sceglie gli estremi. Italia compresa.

L’Europa al macello sceglie gli estremi. Italia compresa.

 

Queste elezioni, consapevolmente o inconsapevolmente sanciranno un brusco ridimensionamento (se ancora ce ne fosse bisogno) del progetto europeo. Innanzitutto perché sia per la crisi economica che per campagne elettorale invelenite e con facce ormai abusate e vecchie, molti esprimeranno nel voto la loro sfiducia verso i governi nazionali o le loro più dirette opposizioni, lasciandosi andare alla contestazione. In secondo luogo perché l’istituzione Europa, un baraccone che ha accolto tutti solo per favorire ancora di più mercati finanziari e grovigli burocratici, è franato nei suoi scogli più fondamentali: immigrazione, progetti di difesa comuni, misure uniche per la recessione in corso e così facendo ha stancato quei pochi europeisti convinti che si asterranno o andranno a votare solo per dovere di cittadinanza. La conseguenza di tutto ciò la si vede nei numeri. Snoccioliamone alcuni. In Olanda dove è andato a votare circa il 44%, qualcosa in più rispetto alle precedenti elezioni, il risultato è stato un trionfo per il Pvv xenofobo, anti-islamico ed anti-UE di Geert Wilders è al 15,3%. In Gran Bretagna, l’Ukip, partito per l’indipendenza britannica e favorevole all’uscita del paese dall’UE è al 15% circa, mentre il British National Party è al 7% ma solo perché ha connotazioni più marcatamente ideologiche. In Germania la sinistra estrema del Die Linke è al 10% circa mentre l’Npd, il partito nostalgico dei nazisti all’Est potrebbe avere un picco del 5%, oltre la soglia che conta. In Francia il Front National di Le Pen ed il nuovo partito anti-capitalista e populista di Besancenot viaggiano tra il 6-7%. I paradossi più grandi sono poi in Austria dove l’FPÖ, di haideriana creazione è il terzo partito al 17% (il BZÖ, nuovo partito fondato da Haider è comunque al 5%). E in Italia. In Italia perfino i grandi partiti, pur di conservarsi i loro feudi di battaglia tifano per la Lega Nord, da sempre nemico giurato dell’Europa e sempre più regionalista e nazionalista e per l’Idv, specchio della frustrazione italiana contro i poteri forti e l’Europa è fra questi. Insomma il 6 ed il 7 assisteremo al macello definitivo di un elefante stanco ed invecchiato.

Pubblicato il 5/6/2009 alle 18.23 nella rubrica Pensieri nel web.

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