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Libertà senza futuro

 

Era prevedibile ed è accaduto. E’ appena nato e Futuro e Libertà si ritrova già senza popolo, senza potenziali elettori ed immaginabile che il 7% di cui era accreditato il partito di Fini, frutto perlopiù di entusiasmi facili e confusione, si dimezzerà. Votare in commissione un Lodo Alfano retroattivo dopo un enorme battaglia sulla legalità, dopo aver accertato che le priorità del premier restano quelle personali e non l’economia, il lavoro e neppure la giustizia, quella vera (procure in disarmo senza impiegati, con pochi magistrati senza protezione e sotto minaccia della malavita a giorni alterni, una seria riduzione e perentorietà dei termini), ieri si è vista tutta la paura di Fini di andare alle elezioni, la sua incertezza negli accordi con il centro (leggi Udc, ed API), l’Mpa, il movimento Io Sud (che pure è rappresentato da Poli Bortone) per aprile e con il centro-sinistra per la riforma elettorale. Fini ha perso l’attimo. A Mirabello, alle parole sarebbero dovuti seguire i fatti ed invece è stato ancora il premier con la Lega seppure in minoranza a dettare l’agenda di governo. Oggi Fini si ritrova fuori da un partito, all’interno di un altro che si ostina a chiamare “movimento”, sotto lo scacco dei suoi militanti che non vogliono più aspettare, incastrato da Tulliani e vittima della solita paura italiana: quella di dire le cose come stanno. Avrebbe potuto ricominciare dal Sud, prendere esempio da Lombardo, invece, come se le elezioni fossero una colpa imperdonabile, persegue nel difendere “il programma che non c’è” e si autocondanna ad una libertà senza futuro. Questo dire e non dire e fare e non fare di dalemiana memoria ha due sole soluzioni: le dimissioni dalla presidenza della Camera ed una decisa leadership di partito e di coalizione elettorale (e non di un…movimento o peggio ancora del nulla) oppure il ritorno indietro ed il riassorbimento con tanto di scuse a Silvio Berlusconi, perché in fondo, votargli l’immunità a vita, per le conseguenze che provocherebbe ciò agli italiani ed alla Costituzione è perfino peggio.

Il Paroliere.

Pubblicato il 21/10/2010 alle 9.21 nella rubrica La lanterna accesa.

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