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Teatrino d'inverno

Ci risiamo. Riprende una nuova settimana e riparte il gioco delle parti dopo l’ennesimo fine settimana passato ad arringare le folle. Prima era il premier ora è Fini ad improvvisarsi caudillo d’alto bordo pronto a rimpolpare quel misero 5% del suo neo-partito con una nuova richiesta fatta a chi non potrà mai esaudirla. E’ vero che il potere logora chi non ce l’ha. E’ vero per Fini, che agisce per logorare, ma è a sua volta logorato dal dilemma di addossarsi le colpe della crisi e mentre accenna abbandoni di governo dei suoi gendarmi, continua ad appoggiare il governo ed a stare seduto sullo scranno della Camera (per la serie, andate avanti voi…) e pur sperando nell’appoggio esterno di Montezemolo, nell’italiano stanco di Berlusconi, preferisce attendere invano. E’ vero per il Pd che nell’aspettare chi, a sua volta, aspetta, vede crollare il fortino con le spallate di Vendola, di Renzi, altro uomo che pensa di vincere, battendo i suoi stessi colleghi di partito e parlando più forte e dei centristi sempre più verso Rutelli o l’Udc. E’ vero per Casini, ancora pentito di non aver trovato un buon accordo con Berlusconi. Ma è vero anche per il governo. Non per il premier ma per il suo governo, dove ormai gli unici ministri a contare sono le camicie verdi e l’intoccabile Tremonti capace di mettere in riga tutta la compagnia. Ma dal governo al premier, il passo è breve e se la spalla supera l’attore principale, è difficile che questi abbia ancora applausi. Il teatro prosegue mentre gli spettatori sbadigliano o fischiano e lo faranno fino a febbraio quando il premier farà una proposta che Fini non potrà non rifiutare ed allora sapremo chi ha fatto sbadigliare di più.   

Pubblicato il 8/11/2010 alle 9.15 nella rubrica La lanterna accesa.

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