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La palla al piede

La fretta fece i figli ciechi ed è anche il caso di questa manovrina. Basta unicamente per rassicurare in modo temporaneo la grande finanza europea ed italiana e dare sollievo a Borsa, banche e titoli di stato. In questa manovra c’è invece un “rinvio dei problemi” a data da destinarsi e ciò significa che tra qualche mese ci ritroveremo di nuovo nelle medesime condizioni, con un governo che tira a campare e che tornerà alle priorità di sempre ovvero la giustizia a misura di indagato o condannato e varie riforme di natura economica comunque penalizzanti verso i cittadini, dalle università alle pensioni. E questo purtroppo non lo ha sottolineato neppure l’opposizione che oggi si tura il naso e da il via libera ad un testo di cui non condivide nulla, se non l’urgenza e l’invito del Capo dello Stato. Mai scelta fu più incoerente. Non si esce insieme ad una persona rimanendo con il broncio e magari litigando a fine serata solo perché lo ha detto papà! E non si può continuare a prendere decisioni sulla pelle dei cittadini solo per accontentare l’economia volatile e teorica, quella che, per intenderci, ha portato a questa crisi epocale. Nessun taglio alle spese serie e pazze della politica, nessun taglio ai redditi alti e dormienti, nessuna scelta coraggiosa su produttività, pensioni, enti inutili, nessun programma preciso di liberalizzazioni. L’immagine di quest’Italia d’estate è fatta di strade vuote e spiagge altrettanto vuote e di un Ministro dell’Economia che torna da Bruxelles con un compito imposto dall’esterno ma senza più la fiducia della sua squadra come una palla al piede. Tutti a casa, tutti fermi, tutti in silenzio, compreso un governo che è ben consapevole di essere alla fine di un ciclo ed in cui poco contare giocare al risiko su chi resta e chi va. Le elezioni anticipate (che pure non sono la soluzione) restano all’orizzonte.

Pubblicato il 13/7/2011 alle 9.47 nella rubrica La lanterna accesa.

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