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Lavoratori....prrrr!

Ed ora aspettiamo con ansia cosa avranno da dire i paladini del lavoro di Cisl e Uil, quelli che hanno garantito (a chiacchiere) a tutti i lavoratori della Fiat che l’azienda non sarà smantellata, invitandoli a votare Si, (eppure migliaia di persone di Termini Imerese ancora non sanno che fine faranno e difficilmente il buon Marchionne resisterà alla tentazione di non spostare la produzione di Cassino o Pomigliano fra Sudamerica ed India ed il quartier generale da Torino a Detroit) o che si sono vantati di “aver favorito le modifiche alla manovra sulle pensioni” senza neppure un’ora di sciopero…Vediamo se anche ora riusciranno nel miracolo oppure se in fondo la norma che lega i destini lavorativi di una persona alla contrattazione aziendale va bene anche a loro. D’altronde chi pranza con un ministro e cena con un altro o preferisce stringere la mano agli industriali e criticare gli altri sindacati, probabilmente pensa già al suo buen ritiro in qualche poltrona politica o in un altro degli istituti dorati in materia lavorativa esistenti solo in Italia (Cnel o Commissioni di Garanzia). Restano dunque le colpe della CGIL troppo morbida, prima di arrivare a questo 6 settembre, le insoddisfazioni degli industriali che ancora non sono contenti (chissà forse vorrebbero che le persone lavorassero a gratis) e l’ingenuità dei lavoratori, che non hanno capito quanto la paura e l’assoggettamento non li avrebbe mai salvato dalle decisioni di un governo che avrebbe scaricato su di loro errori e perdite economiche. Costretti a dichiarare, pagare e con la clava del licenziamento. Ed è comunque un bene che i lavoratori sappiano di essere soli, completamente soli alla mercé di chi li potrebbe licenziare anche per maternità, malattie perduranti, partecipazioni sindacali, utilizzando la scusa della ragione produttiva, che è in Italia peraltro è scarsa. E chissà se adesso che i lavoratori non hanno più nulla da perdere, perché tutto gli è stato tolto, capiranno che lasciarsi umiliare e credere nelle favole di alcuni sindacalisti o della Lega, il “nuovo partito degli operai” non è servito a nulla.

Pubblicato il 5/9/2011 alle 8.47 nella rubrica La lanterna accesa.

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