Blog: http://IlParoliere.ilcannocchiale.it

La stagione dell'invisibilità

Quando parliamo di Moody’s, di Borsa, di grandi vertici economici, dovremmo pensare a Barletta e tante altre migliaia di piccole e grandi realtà cittadine dove “c’è la ditta”, dove “silavora”, ma non si prova mai a chiedere “come, quando, quanto, dove” e dove chi guadagna mette tutto in tasca, ma anch’egli è vittima di un sistema perverso dove chi produce non può più farlo serenamente e chi lavora sta zitto e fa finta di stare bene. È nel momento della tragedia che ci si accorge dell’immenso sommerso italiano. Cade l’operaio da un ponte di servizio,probabilmente immigrato, e solo dopo si sa che lavorava in nero, cade una palazzina e si sa che c’era il laboratorio, “una delle maggiori risorse e fonti di lavoro dell’area” dicevano in un servizio televisivo, come se tutte queste cose potessero classificarsi con il titolo di risorse e di lavoro. Per quante ore, con quali garanzie, con quale paga, in che condizioni ambientali? Domande che non servono, l’importante è lavorare, perché si sa, sono tempi di vacche magre e quindi meglio un centesimo in più stentato che uno in meno. È la logica dei nostri tempi e non appartiene solo al laboratorio clandestino ma che tutti conoscono in paese, all’impresa edile o agricola che risparmia sui contributi, ma si sta espandendo a macchia d’olio, anzi giustificando. C’è una grande impresa italiana che con referendum e gesti concreti sta facendo capire che d’ora in poi o si lavorerà alla cinese o alla brasiliana o si chiuderanno i battenti. C’è già un governo che vorrebbe rendere più facili i licenziamenti. Dove pensate finiranno queste persone? In un salotto, in un’altra grande holding mondiale oppure in un sottoscala? E quando ve ne accorgerete, quando crollerà ed andrete a recuperare i corpi? Buon giorno Italia!   

Pubblicato il 5/10/2011 alle 9.38 nella rubrica La lanterna accesa.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web