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Lo Spread siamo noi

Lo spreadsiamo noi, nessuno si senta offeso,

 

siamonoi questa folla di indignati sotto il palazzo.

Lo spread,siamo noi, attenzione, nessuno si senta illeso,

Lo spreadsiamo noi, siamo noi questi mutui da pagare,

questebanche che ti chiamano per versare,

questi clientiche hanno sempre meno da prelevare.

 

E poiti dicono “Tutto va bene, tutti i ristoranti sono pieni la sera”

Ma èsolo un modo per spingerti a spendere comunque alla stessa maniera.

Però lospread non si ferma davvero davanti ad un premier secchione

lo spreadsfonda le porte delle fabbriche, le chiude

lo spreadesplode mentre schiacci un bottone

 

Lo spreadsiamo noi, siamo noi che riceviamo le lettere,

siamonoi che avevamo un lavoro, prima di vederlo perdere

 

No no no – si si si,

No no no - si si si,

No no no - no no no – no nono

 

E poi la gente, (perché è la gente che alza lo spread)

quando si tratta di doversela cavare,

te la ritrovi tutta insieme, negli uffici e nellepiazze

che cercano qualcuno da cui farsi raccomandare

Quelli che prendono euro a milioni

e quelli che non sanno cosa mangiare

Ed è per questo che lo spread lascia i lividi

perché sono gli stessi a doverlo pagare

Lo spread siamo noi, siamo noi padri e figli,

siamo noi, pensioni che salutiamo

Lo spread non ha rispetto né limiti,

Lo spread non lascia niente in mano

Lo spread siamo noi…Siamo noi, pure quando crepiamo…

 

No no no – si si si,

No no no - si si si,

No no no - no no no – SI SISI

 

Chiediamo scusa a quel grande maestro che è Francesco De Gregori, ma di questi tempi vale più lo spread della storia...Se ce la musicate e citate la fonte ci fate un piacere

Pubblicato il 20/11/2011 alle 0.50 nella rubrica Diario.

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